Home » Brevi di cronaca » Condannata a tre anni e quattro mesi la mamma che ha portato via il figlio al padre
QUESTA MATTINA LA SENTENZA AL TRIBUNALE DI TORINO

Condannata a tre anni e quattro mesi la mamma che ha portato via il figlio al padre

di ilTorinese pubblicato martedì 10 ottobre 2017

Nina Kuluz, oltre a scontare la pena detentiva, dovrà risarcire il padre del bambino con una cifra corrispondente a 50mila euro. Il bambino è stato affidato esclusivamente al papà.

Questa mattina il giudice del tribunale di Torino, Giancarlo Capecchi, ha condannato a tre anni e quattro mesi e ad un risarcimento immediatamente esecutivo di 50mila euro, Nina Kuluz, la donna accusata di aver “rapito” e portato via il figlio. Il bambino, che all’epoca del rapimento aveva solo 18 mesi, era stato portato via dalla sua casa di Moncalieri dove viveva con il padre, Alessandro Avenati. L’uomo aveva sporto denuncia nei confronti della ex compagna e aveva avviato immediatamente le ricerche per trovare e riportare a casa il piccolo Cesare. Dopo anni di estenuanti ricerche e di battaglie legali, Avenati era riuscito a scoprire -solo lo scorso anno- che il bambino si trovava in Croazia con la madre. Il pm aveva inizialmente chiesto una condanna a due anni di reclusione; in seguito il giudice ha deciso di aumentato la pena e di sospendere alla quarantaquattrenne anche la potestà genitoriale. Il bambino, che ormai ha 8 anni, è già stato affidato al padre con due provvedimenti del tribunale dei minori di Torino e di Spalato; a causa però di “incomprensioni” burocratiche Avenati non è ancora riuscito a far rientrare suo figlio in Italia. Nonostante il piccolo Cesare si trovi momentaneamente ancora in Croazia, il padre e la sua legale, Gabriella Vogliotti, si ritengono molto soddisfatti della sentenza del giudice : “Finalmente dopo tanti anni è stata fatta giustizia e sono stati riconosciuti i danni al padre”- ha dichiarato la legale appena uscita dall’aula del tribunale di Torino.

Simona Pili Stella