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I film e le serie televisive non si contano e l'interprete che più di altri ha legato il suo volto a quello dell'investigatore è stato l'attore britannico Basil Rathbone

Conan Doyle e “Le avventure di Sherlock Holmes”

di ilTorinese pubblicato martedì 1 novembre 2016

conan-2Il 31 ottobre del 1892 Conan Doyle pubblicò “Le avventure di Sherlock Holmes”, riprendendo le storie già apparse sulla rivista britannica Strand Magazine. Il successo del personaggio fu tale che il suo autore dimenticò presto le delusioni patite per la mancata carriera di medico. La creazione dell’astuto detective londinese che dimorava al 221B di Baker Street diede il via ad una saga che ispirò a Doyle quattro romanzi e 56 racconti. Al fianco del più celebre investigatore della storia del giallo, a partire dal romanzo “Uno studio in rosso”, comparve l’immancabile dottor Watson. Una curiosità: in nessun romanzo o conanracconto di Doyle si legge del noto intercalare “Elementare, Watson”, né lo si descrive con quel suo strano cappello  o con la pipa ricurva. A parte questo, alla creatura di Conan Doyle si sono in qualche modo rifatti anche gli autori di celebri investigatori, da Agatha Christie ( con il suo Hercule Poirot) ad Umberto Eco, nel caso del Guglielmo da Baskerville de “Il nome della rosa”. I film e le serie televisive non si contano e l’interprete che più di altri ha legato il suo volto a quello dell’investigatore è stato l’attore britannico Basil Rathbone. Ancora oggi, nella londinese  Baker Street, al Museo di Sherlock Holmes, continuano ad essere recapitate le lettere indirizzate a colui che, con grande abilità, riuscì a svelare anche il mistero e la vera natura del mastino di Baskerville.

Marco Travaglini