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si potranno mettere in correlazione le condizioni ambientali con le malattie del vigneto

Con il sensore nella vigna

di ilTorinese pubblicato giovedì 10 agosto 2017

Foto Andrea Negro / LaPresse

Vitivinicoltura e tecnologia digitale possono convivere, anzi condividere, usando un linguaggio proprio del web ? La risposta è positiva e una sua applicazione la si vedrà sul campo, meglio, sul colle, a partire da lunedì 14 agosto. Grazie ad un sensore collocato in vigna, a basso impatto ambientale ed a palloni metostatici “ancorati” a circa cento metri di altezza, con l’aiuto di un algoritmo si potranno mettere in correlazione le condizioni ambientali con le malattie del vigneto e quindi fare un’opera di prevenzione. E i dati raccolti, grazie al pallone meteostatico, potranno venire messi in rete mediante l’accesso ad un punto internet. Il progetto, nato in seno al Politecnico di Torino, vede in campo anche Senza Fili Senza Confini, associazione di promozione sociale registrata come internet service provider presso il Ministero dello Sviluppo economico e nata il 18 ottobre 2014 a Verrua Savoia (comune della Città Metropolitana di Torino ma facente parte della Valcerrina) dove ha sede presso la Fortezza. “Saranno tre i punti dove daremo corpo a questo progetto – dichiara Daniele Trinchero, presidente di Senza Fini Senza Confini e docente al Politecnico di Torino – uno a Verrua, ma il pallone verrà ancorato su territorio del Comune di Brozolo, uno ad Odalengo Piccolo e l’altro a Treville. Lo svolgimento del progetto, naturalmente, è reso possibile grazie anche alla collaborazione delle amministrazioni comunali dove verranno ancorate le stazioni e ci saranno i diversi punti di accesso alla rete, con notevole risparmio energetico.”. E sarà proprio da Treville che si incomincerà a lavorare proprio il giorno prima di ferragosto. Senza Fini Senza Confini è una realtà associativa ormai consolidata non solo nel Monferrato Casalese e la Città Metropolitana di Torino, ma anche in altri punti del Piemonte (come ad esempio il Vercellese) e d’Italia per la diffusione dei collegamenti di rete.

Massimo Iaretti