Home » CULTURA E SPETTACOLI » Come vediamo i colori? Ce lo dicono le neuroscienze
Al Castello di Rivoli e alla GAM

Come vediamo i colori? Ce lo dicono le neuroscienze

di ilTorinese pubblicato domenica 4 giugno 2017

Come le neuroscienze possono aiutarci a capire l’esperienza delle opere d’arte Che cosa significa ‘guardare’ un dipinto o una sua riproduzione in formato digitale? Come l’esperienza digitale cambia la nostra percezione del mondo?

 

Progetto di Ricerca: L’arte del colore nell’era digitale

A cura di Vittorio Gallese, Martina Ardizzi e Maria Alessandra Umiltà

6-11 giugno 2017, ore 9.30-18.30

Castello di Rivoli, Terzo piano

In collaborazione con il Dipartimento Educazione del Museo

Per iscrizioni educa@castellodirivoli.org tel. 011.9565213

 

Nell’ambito della mostra L’emozione dei COLORI nell’arte in corso al Castello di Rivoli e alla GAM – Torino, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea propone il progetto sperimentale L’arte del colore nell’era digitale a cura di tre ricercatori dell’Università di Parma, Vittorio Gallese e Martina Ardizzi del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Unità di Neuroscienze e Maria Alessandra Umiltà del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Museo.

 

.

Lo spazio museale ospiterà per la prima volta una stanza-laboratorio dedicata a indagare l’esperienza del pubblico davanti alle opere d’arte. Il progetto è finalizzato alla realizzazione di un innovativo dialogo tra arte, neuroscienze e ricerca attraverso lo studio dell’esperienza estetica in un suo contesto abituale, il museo. Sarà così possibile comprendere come la modalità di fruizione di opere d’arte, principalmente della componente cromatica, possa riflettersi in differenti risposte fisiologiche e giudizi soggettivi. In particolare, sarà analizzata la differenza fra le reazioni di fronte ad opere pittoriche nella loro realtà materiale e alla loro riproduzione digitale. Il laboratorio mostrerà come l’esperienza del colore possa essere influenzata dalla digitalizzazione delle immagini artistiche. Negli ultimi anni le neuroscienze hanno manifestato un crescente interesse nei confronti dell’arte non solo per studiare il funzionamento del cervello, ma soprattutto indagando il sistema cervello-corpo per comprendere in cosa consista l’esperienza degli ‘oggetti artistici’ frutto dell’espressione creativa umana. I temi dell’arte e dell’estetica si possono studiare da una prospettiva nuova, quella di un’estetica sperimentale che studi le risposte del cervello e del corpo per mettere in luce le componenti ‘invisibili’ indotte dal visibile artistico. Il progetto di ricerca proposto al Castello di Rivoli sarà caratterizzato dalla utilizzazione cross-disciplinare delle metodologie dell’estetica sperimentale e della curatela museale, consentendo di approfondire le conoscenze sull’esperienza dei visitatori focalizzandosi su un aspetto fondamentale della odierna ricezione artistica: l’effetto della digitalizzazione di opere d’arte astratte a prevalente contenuto cromatico. Accanto ad un’esperienza più classica di natura museale, di recente rilievo è l’uso di supporti digitali sfruttati per godere della visione di opere artistiche. La percezione visiva del colore è mutata in profondità da quando siamo immersi nel mondo virtuale.

Non conosciamo come la differente fruizione (nel contesto museale o in formato digitale) possa influenzare la percezione del colore, parte integrante dell’opera d’arte. Il laboratorio allestito all’interno degli spazi museali al Castello di Rivoli permetterà di approcciare queste questioni in via sperimentale, a partire dallo svelamento di alcune opere monocromatiche allestite nell’ambito della mostra e appositamente selezionate, a confronto con le rispettive riproduzioni”, affermano i Professori Gallese, Ardizzi e Umiltà.

Vittorio Gallese, che insieme ai colleghi del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma ha scoperto i neuroni specchio, nel novembre scorso ha partecipato al ciclo di incontri Colors and Mind promosso dalla Fondazione De Fornaris in collaborazione con la GAM – Torino in relazione alla mostra L’emozione dei COLORI nell’arte. Ai visitatori che vorranno arricchire la loro visita museale partecipando al laboratorio verrà chiesto semplicemente di osservare le opere d’arte presentate. Durante l’esperimento verranno registrate le risposte fisiologiche spontanee dei partecipanti mediante procedure non invasive quali elettrocardiogramma e risposte elettrodermiche. Verranno inoltre raccolti alcuni giudizi relativi all’esperienza estetica, sensoriale ed emotiva provata. Il laboratorio, della durata di un’ora, è aperto a 60 partecipanti di età compresa tra 18 e 55 anni, equamente divisi tra uomini e donne.

La partecipazione è gratuita, indispensabile l’iscrizione contattando il Dipartimento Educazione all’indirizzo educa@castellodirivoli.org, tel. 011.9565213.

Per maggiori informazioni circa requisiti e modalità di partecipazione: martina.ardizzi@unipr.it mariaalessandra.umilta@unipr.it

Ai partecipanti sarà riconosciuto l’ingresso ridotto alla mostra L’emozione dei COLORI nell’arte al Castello di Rivoli.