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"Siamo solo dei ragazzi ma siamo convinti che l'Unione europea vada difesa in ogni modo"

Come si diventa cittadini europei

di ilTorinese pubblicato mercoledì 2 maggio 2018

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera indirizzata alla Consulta Regionale Europea – e per conoscenza al nostro giornale – nella quale alcuni studenti dell’IIS C.A. Dalla Chiesa A. Spinelli di Omegna esprimono considerazioni e proposte dopo aver preso parte al concorso Diventiamo cittadini europei

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Siamo un gruppo di studenti dell’IIS C.A. Dalla Chiesa A. Spinelli di Omegna:  innanzitutto vogliamo ringraziare per le opportunità di crescita in termini di  conoscenza e impegno che, con il concorso Diventiamo cittadini europei, vengono  offerte a noi giovani.  Ci rivolgiamo a Voi per avanzare una proposta.  Nel mese di novembre abbiamo partecipato alla conferenza “Quale futuro per  l’Europa” presieduta dal professor Walter Coralluzzo (docente universitario di relazioni internazionali) che si è svolta nella nostra scuola, abbiamo poi discusso a lungo su un  rischio che potrebbe diventare purtroppo una realtà: lo scioglimento dell’Unione  Europea dovuto a diversi motivi: il fenomeno della Brexit, la crescita dei partiti nazionalisti in vari paesi membri, una mentalità comune troppo superficiale, stanno distruggendo quell’idea di identità, solidarietà e di reciproco aiuto che deve invece essere alla base dell’Unione.  Il pericolo che stiamo correndo è ben rappresentato dal personaggio di un famoso  romanzo di Ernest Hemingway a cui si può paragonare l’Europa: l’Europa è vista come un vecchio pescatore che dopo aver pescato il pesce più grosso della sua vita, tenta di  portarlo a riva, ma i pescecani, poco a poco, lo divorano così che quando arriva in porto gli rimane solo la lisca. Quest’immagine rende molto bene l’idea: stiamo forse  perdendo tutto? Spinelli, Rossi, Colorni e tutti quelli che nell’unità europea hanno creduto hanno lavorato per nulla? Ci siamo allora chiesti chi deve difendere la “nostra Europa” dai pescecani? Quale modello politico potrebbe salvare e magari consolidare l’Unione? Forse perché la nostra scuola è co-intitolata ad Altiero Spinelli, l’uomo che ha proposto una costituzione europea che avrebbe innescato una dinamica politica federale, anche secondo noi il modello federalista salverebbe l’Unione europea, garantirebbe la pace  creando istituzioni sovrastatali a livello mondiale così da risolvere i conflitti tra le comunità con il diritto invece che con la forza. Inoltre ci sembra auspicabile il  federalismo perché intende valorizzare la diversità culturale dei popoli lasciando a ogni livello di governo i poteri e le risorse economiche necessari a risolvere i problemi specifici delle singole comunità. Il federalismo insomma unisce due elementi: l’unità e la diversità, ossia da un lato l’aspirazione al cosmopolitismo, ad un mondo unito nel quale ciascuno sia cittadino di un’unica patria, e dall’altro la valorizzazione delle  comunità e delle identità locali. Un’Europa federale, inoltre, potrebbe diventare la maggior potenza del Fondo Monetario Internazionale (FMI) così da potersi imporre per la promozione di manovre  volte a risollevare il sistema economico dei vari stati e di conseguenza abbattere il tasso di disoccupazione, problema che affligge soprattutto i giovani italiani. Alcuni di noi hanno partecipato a Bruxelles al gioco di ruolo Parlamentarium: come veri eurodeputati è stato possibile discutere e avanzare delle proposte per risolvere determinati problemi. E‘ stata un’esperienza interessante perché ci ha insegnato  quanto sia importante avere le idee chiare sugli obiettivi che si vogliono raggiungere  e discutere con serietà per difendere il bene comune rispettando le diverse opinioni e  ideologie. Ora però non è più un gioco, si tratta di progettare e costruire il nostro domani di  cittadini opponendoci alla divisione e alla disgregazione dell‘Unione. Siamo solo dei ragazzi ma siamo convinti che l’Unione europea vada difesa in ogni modo, crediamo sia doveroso fare proposte concrete, agire e non stare a guardare per questo abbiamo deciso di prendere posizione chiedendovi di portare avanti il nostro messaggio: nessuno deve rimanere indifferente perché, come diceva Hessel, l’indifferenza è il peggiore dei mali dunque, in nome di Altiero Spinelli, chiediamo  all’Unione Europea di percorrere la via del federalismo, e facciamo nostre le sue parole: “la via da percorrere non è né facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà!” 

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Luca Maggio, Antentyk Olha, Messina Jennifer, Kibak Maria

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