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Certo che si deve comunque riconoscere al sindaco metropolitano un certo coraggio (o incoscienza) perché applicare tasse così elevate a un anno dalle elezioni appare azzardato

Piero il Lungo come Robin Hood ma al contrario: “Torinese, Tasi e paga!”

di ilTorinese pubblicato domenica 14 giugno 2015

tasi

fassino 33casaIL GHINOTTO DELLA DOMENICA

 

I Comuni si sono buttati sulla Tasi, per cercare di tappare i buchi di bilancio e anche in questo caso Torino può vantare un primato. Se l’aliquota standard per la prima casa è dell’1 per mille, è data facoltà di aumentarla fino al 3,3, ed è proprio questo il livello massimo che è stato scelto dal nostro amato Fassino

 

La settimana che apre si annuncia particolarmente “dolorosa” per milioni di italiani, oltre l’80 % dei quali sono proprietari almeno della loro abitazione. Martedì 16 scade la prima rata  di Imu e Tasi, e  le casse pubbliche vedranno arrivare un flusso che è stato stimato in circa 13 miliardi di euro, la metà dell’esborso finale, che si dovrà completare con la rata di dicembre. Nel 2011 l’allora Ici costava 9 miliardi, e allora si comprende come con il trucco del cambio di nome (prima Imu, poi sommando la Tasi, è diventata Iuc – Imposta unica comunale), l’esborso sia quasi triplicato. Per dimenticare, al momento la Tari, che ha sostituito la tassa rifiuti anche in questo caso moltiplicandone l’importo. Con simili carichi fiscali qualcuno si stupisce ancora che il settore costruzioni prosegua la crisi nera che lo affligge da anni? L’italiano medio si trova a invidiare Gino Paoli, indagato per i milioni in Svizzera, docente anti-tasse all’università di Genova.

 

Insomma, complici i tagli del governo i Comuni si sono buttati sulla Tasi, per cercare di tappare i buchi di bilancio e anche in questo caso Torino può vantare un primato. Se l’aliquota standard per la prima casa è dell’1 per mille, è data facoltà di aumentarla fino al 3,3, ed è proprio questo il livello massimo che è stato scelto dal nostro amato Fassino per i suoi concittadini. Secondo una stima di fonte sindacale, Torino è ai vertici della classifica nazionale con 403 euro medi a famiglia, di cui la metà andrà pagata martedì. Seguono Roma con  391 euro, Siena con 356, Firenze 346, Genova 345. Dalle simulazioni nelle città capoluogo emerge che per il 53,5 % delle famiglie la Tasi sulla prima casa è più pesante di quanto pagato con l’Imu nel 2012. E ciò è vero soprattutto per le case con una bassa rendita, tendenzialmente abitate da famiglie “povere”, mentre per le case di maggiore pregio la Tasi è più cara dell’Imu solo in 4 casi su 10.

 

Quindi avremo anche un Fassino nella inedita veste di Robin Hood al contrario che grazia i ricchi per tartassare i derelitti che, a Torino, peraltro, sembrano in fase di preoccupante aumento. Lo confermano i dati sull’utilizzo della cosiddetta social card concessa dal governo nazionale, che nel capoluogo piemontese ha riguardato 951 famiglie con un benefit mensile medio di 337 euro. Dopo Napoli e Palermo, è Torino la città che più a fatto ricorso a questa forma di sussidio minimo ma essenziale per chi ha davvero grossi problemi a mettere insieme il pranzo con la cena. E di fronte a una realtà sociale così compromessa il Comune non ha avuto remore ad applicare l’aliquota massima della Tasi, che viene pagata pro-quota anche dagli inquilini: con una mano si dà (poco) e con l’altra si toglie (di più). Forse il paragone, più che con l’arciere di Sherwood, va fatto con lo Sceriffo di Nottingham.

 

Del resto cosa potrebbe rispondere il Lungo? Beh, la Tasi è la tassa che serve a pagare i servizi cittadini, i più recenti sondaggi dimostrano che i torinesi sono in gran maggioranza felici di strade, parchi, decoro, cultura … e quindi questa soddisfazione va pagata. Insomma, Fassino è riuscito a monetizzare i sondaggi (compiacenti) facendo pagare ai torinesi il gradimento nei suoi confronti: così la prossima volta che verranno interpellati, forse faranno meglio a non nascondere il mugugno!

 

Certo che si deve comunque riconoscere al sindaco metropolitano un certo coraggio (o incoscienza) perché applicare tasse così elevate a un anno dalle elezioni appare azzardato. I torinesi non saranno come gli americani che votano con il portafoglio, ma comunque l’esborso non si dimenticherà facilmente. A meno che anche questa non sia una strategia sottile per fare terra bruciata attorno all’ipotesi di una riconferma a Palazzo di Città mai desiderata, per spostarsi sullo scranno della Regione, dove ora siede traballante Chiamparino. E così ci sarà finalmente equità, tutti i piemontesi potranno avere lo stesso livello di tasse (e di soddisfazione?) che oggi spetta solo ai “privilegiati” cittadini di Torino.

 

 (Foto: il Torinese)

Ghinotto