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Venerdì 9 febbraio a Boves all'Auditorium “Borelli”

“Cleonice”, una donna che seppe scegliere

di ilTorinese pubblicato mercoledì 7 febbraio 2018

Venerdì 9 febbraio, alle 21, sul palco dell’Auditorium “Borelli” di Boves (Cn) la compagnia “Il Teatrino al forno del pane “Giorgio Buridan presenterà lo spettacolo teatrale “Cleonice” a cura di Maria Silvia Caffari. L’evento è organizzato dalla Scuola di Pace di Boves. Il testo dello spettacolo è fedele al libro di Nino Chiovini “Classe III B: Cleonice Tomassetti, vita e morte” (Edizioni Tararà). In scena andranno Maria Silvia Caffari e Mario Cottura. Luci, proiezioni e suoni saranno curate da Claudio Berta, Gregory Gubbini e Teresio Marino mentre le fotografie e l’interpretazione visiva del percorso sono state scelte da Fabio Ranieri e dalla stessa Caffari utilizzando quelle di repertorio dell’archivio della Casa della Resistenza di Fondotoce  e di quello privato Tomassetti. Cleonice Tomassetti, detta Nice, venne fucilata dai nazisti il 20 giugno del ’44 a Fondotoce (Vb) . Aveva 33 anni e morì, unica donna, insieme ad altri 41 antifascisti. Penultima di sei fratelli, era nata il 4 novembre 1911 a Petrella Salto, nella frazione di Capradosso, un villaggio sulle montagne tra il Lazio e l’Abruzzo. Donna di straordinarie scelte, dal suo piccolo  paese andò  a Roma e in seguito a Milano e sulle sponde piemontesi del lago Maggiore, nell’ultima scelta che la condurrà alla morte: unirsi ai combattenti per la libertà. La fotografia del corteo dei martiri di Fondotoce la ritrae in prima fila. Sono 42 uomini e una donna che vanno a morire. I nazifascisti li fanno sfilare sul lungolago di Intra e poi, paese per paese, fino al luogo della fucilazione. Due prigionieri, davanti, reggono un cartello: “Sono questi i liberatori d’Italia oppure sono i banditi?”. Cleonice è in mezzo, sotto la scritta. Uno solo dei 43 si salverà, ferito. Carlo Suzzi, sopravvisse per miracolo,tornò a unirsi ai partigiani della divisione “Valdossola” e scelse il nome di battaglia “Quarantatré”; e poté testimoniare come questa donna straordinaria si comportò: “Bisognava vedere il coraggio di questa ragazza, che durante il percorso ripeteva a tutti: “Mostriamo a questi signori come noi sappiamo morire”. E lei per prima è caduta da eroe”. Carlo Suzzi, l’allora diciottenne sopravvissuto alla fucilazione, è scomparso all’età di 91 anni, nel luglio 2017.

Marco Travaglini

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