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ENTRO L'ANNO PROSSIMO PASSERANNO DA DIECI A OTTO MENTRE DIVENTERANNO CINQUE SOLO TRA SEI ANNI

Circoscrizioni, la riformina dei quartieri è fatta ma sarà completa solo nel 2021

di ilTorinese pubblicato venerdì 18 dicembre 2015

comune palazzo civicoCinque le astensioni (Altamura, Bertola, Centillo, Levi Montalcini, Onofri), quattro i voti contrari (Ambrogio, Appendino, Curto, Trombotto)

 

Più di dieci anni di sterili dibattiti,  migliaia di emendamenti in aula e polemiche infinite all’interno dell’attuale maggioranza in sala Rossa. Ma i  26 voti favorevoli nell’ultima seduta del Consiglio comunale hanno finalmente dato il via libera alla riforma delle Circoscrizioni. Accorpamento Due-Dieci e Nove-Otto entro il prossimo anno e solo 5 Circoscrizioni però nel 2021. Cinque le astensioni (Altamura, Bertola, Centillo, Levi Montalcini, Onofri), quattro i voti contrari (Ambrogio, Appendino, Curto, Trombotto).

 

 

IL DIBATTITO IN AULA

Alcuni interventi

 

L’assessore al decentramento, Gianguido Passoni, è intervenuto prima del voto finale, in quanto presentatore della delibera e impegnato come rappresentante della Giunta nel lavoro preparatorio svolto dai Consiglieri della commissione speciale per il decentramento presieduta da Laura Onofri: “Si tratta di una delibera importante che affronta quattro punti fondamentali: il rafforzamento del ruolo delle Circoscrizioni, la semplificazione amministrativa, l’assunzione di maggiore responsabilità politica da parte degli amministratori delle Circoscrizioni, l’incremento della partecipazione dei cittadini”.

 

Andrea Tronzano – Forza Italia: Forza Italia vota a favore perché a seguito di una nobile mediazione ha vinto la democrazia rappresentativa. I Consiglieri potranno verificare prima dell’approvazione le delibere di Giunta e questo andrà a beneficio delle decisioni a favore dei cittadini.
Ci sono alcuni problemi, come gli 8 consiglieri di Giunta che potrebbero appesantire i processi decisionali, ma nella sostanza i cittadini rimangono i protagonisti

 

CIRCOSCRIZIONI TORINO QUARTIERIMaurizio Trombotto – SEL: Arrivati all’atto conclusivo di questa riforma, possiamo dire di non essere soddisfatti. Siamo partiti dalla necessità di trasformare le circoscrizioni, che andavano modificate nell’assetto organizzativo e politico e credevamo, come gruppo SEL, che questa fosse l’occasione per risolvere una serie di problemi manifestatisi negli anni e cogliere le istanze suggerite dal territorio. Invece, nonostante la mole imponente di lavoro svolto e il serrato dibattito che hanno caratterizzato le sedute della commissione speciale per il Decentramento siamo arrivati ad un prodotto finale ricco di contraddizioni. Una riforma “barocca” dove prima scompare la rilevanza esterna della giunta salvo tornare attraverso la definizione tautologica di “competenza esterna”, frustrata poi dalla possibilità data ad almeno cinque consiglieri di poter richiamare alla votazione in Consiglio di circoscrizione gli atti approvati dalla Giunta. Ancora più grottesca la composizione della Giunta che vedrà affiancare ai quattro coordinatori per competenza i coordinatori di territorio, con inevitabile rischio di forti conflitti interni o, infine, il finto trasferimento di ulteriori risorse e competenze. Il risultato finale è una pasticciata finta riforma che poco cambia e che dovrà presto essere nuovamente cambiata.

 

Paola Ambrogio – Fratelli d’Italia: Saremo coerenti in questa votazione con le posizioni tenute nei mesi scorsi. Non sappiamo oggi dire se, come sostiene qualche collega, la riforma sarà o meno un fallimento. Credo sia già positivo essere arrivati a definire una riforma che non sarà il meglio ma è un punto di partenza. Noi nei giorni scorsi non abbiamo votato favorevolmente alcuni emendamenti in particolare quelli relativi agli accorpamenti. Abbiamo invece partecipato attivamente, sostenendo la divisione del territorio cittadino in otto circoscrizioni ed abbiamo ritenuto che ci dovesse essere un ruolo del Consiglio circoscrizionale. I lavori della Commissione sono stati importanti così come è stato giusto l’iter seguito nella fase finale con la ricerca di un dialogo delle forze politiche presenti in consiglio. Daremo sostegno nella fase di approvazione dello statuto, sul regolamento manifestiamo una contrarietà nell’iter seguito per definire gli accorpamenti. Essendo sostenitori di una divisione differente del territorio, non daremo il voto favorevole in questa fase.

 

Onofri – Pd: Ringrazio la Commissione che ho presieduto per il lavoro svolto, ma sul voto alla delibera mi asterrò non votando il testo emendato. Non concordo il metodo usato per giungere a questo testo. In Commissione non sono state elaborate le modifiche previste invece nella delibera, specie l’idea di una riforma fatta in due tempi. Lo Statuto del Decentramento approvato nelle scorse settimane dovrà nuovamente essere riscritto: mesi di lavoro per giungere a quel testo approvato che oggi vanno in fumo. E mi chiedo se questo compromesso non manifesti in realtà l’incapacità di sostenere da parte di questa maggioranza il forte ostruzionismo che avrebbe allungato i tempi di approvazione e bloccato i lavori del Consiglio comunale per lungo tempo.E voglio evidenziare che se la politica continua a prendere decisioni con tali modalità, non prendendo decisioni nelle sedi istituzionali preposte, la distanza tra i cittadini e il mondo della politica continuerà a non cambiare. Mi auguro che questa riforma sia funzionale alla nostra comunità, un provvedimento che considero una sfida per il futuro personale politico e amministrativo della Città.

 

Lucia Centillo – PD: I lavori della commissione avevano prodotto un documento sulla base del quale abbiamo votato uno Statuto. Per un fattosala rossa palazzo civico di coerenza e lealtà verso questa maggioranza, avevo scelto di non presentare un emendamento, che pure avevo preparato, per varare cinque Circoscrizioni soltanto. Quella che vedo oggi in aula è una maggioranza non autonoma, formatasi in intreccio con una parte delle opposizioni: se potessi tornare indietro, quel mio emendamento lo presenterei. Mi auguro che si tornio a un metodo diverso; e attenzione a metafore sulle cattedrali, quali ho sentito, poiché esiste anche la cattedrale nel deserto. Per quanto mi riguarda, continua a valere la mozione di accompagnamento votata con lo Statuto.

 

Alessandro Altamura – PD: Non vi è dubbio che questo sia un risultato da ascrivere alla politica, che lo si condivida o meno (e io non lo condivido, con una valutazione coerente con la discussione fatta in precedenza). D’altra parte, è legittimo che oggi alcuni Consiglieri rivendichino il risultato ottenuto. Io vorrei solo ricordare che nella commissione Decentramento istituita nel 2004-2006, si valutava l’ipotesi di cinque Circoscrizioni soltanto: e tra i maggiori oppositori – lo ricordo al consigliere Trombotto – vi fu allora una ex presidente di Circoscrizione, Eleonora Artesio. Oggi ci troviamo con una riforma in due atti, il cui primo atto viene votato da soli 17 consiglieri di maggioranza. Concludo con le parole di Robert Frost, scrittore preferito da John Kennedy: “avevo davanti a me due strade, ho scelto quella meno battuta”.

 

Chiara Appendino – M5S: Durante questo lungo percorso, ho sempre ritenuto che la riforma fosse necessaria, nel rispetto dei cittadini e per realizzare un autentico decentramento. In commissione avevamo appoggiato la proposta uscente. Volevamo competenze vere, la riduzione dei costi, giunte con valenza esterna: anche se siamo all’opposizione. Anche la mediazione su sei Circoscrizioni, l’abbiamo sostenuta. Non so con quale coraggio chi aveva sostenuto determinate posizioni in commissione possa oggi approvare la soluzione che ci si appresta a votare, e definirla anche una grande riforma. La consigliera Onofri ha ragione: sappiamo tutti cosa è successo, il compromesso è stato scelto a fronte dell’ostruzionismo del centrodestra. Con il risultato di avere una riforma di fatto postdatata al 2021, frutto non di una mediazione politica ma del compromesso tra interessi specifici. Una riforma che non sappiamo nemmeno se funzionerà tecnicamente: in sintesi, una riforma invotabile.

 

Fabrizio Ricca – Lega Nord: Tutti quelli che oggi vanno contro la riforma sul decentramento dico che avrebbero dovuto lavorare di più per un accordo migliore. Ai consiglieri della maggioranza che si oppongono avrebbero potuto aprire una discussione con noi. Questa è una riforma scritta nel miglior modo possibile soprattutto a tutela dei cittadini. E’ un piccolo passo avanti e nella prossima legislatura avverrà il passaggio da 8 a 5 circoscrizioni. Il nostro voto è favorevole perchè questo è un atto importante di condivisione.