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Incontro con Pier Giorgio Scoffone

Una chiacchierata con chi se ne intende sul futuro delle imprese

di ilTorinese pubblicato venerdì 25 settembre 2015

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

 

tosettoIniziamo con battute e considerazioni sulla  politica, in italia ma in particolare nella nostra regione. “Vecchio nostro vizio”. entrambi conveniamo sulla drammaticità della situazione. Sull’aver rimandato la soluzione dei problemi ed ora, sull’estrema difficoltà nel risolverli

 

Vado a trovarlo nel suo ufficio in via Perugia, nei locali di Eurogroup. Al fondo del corridoio piccolo e spartano, l’immancabile attesa. Ogni tanto si affaccia gentilmente preoccupato, rabbonente per sincerasi della mia presenza. Nessun problema. Ora cellulari o palmari sono un ottimo aiuto, nei momenti di attesa, per  continuare il lavoro. Qui in Eurofidi ed Eurogroup il clima che si respira è cambiato. Non ci mettevo piede da oltre tre mesi. Passano funzionari conosciuti. Soliti convenevoli con sguardi di preoccupata tensione. Mesi fa, all’assemblea di bilancio e rinnovo dellescoffone cariche sociali, il vertice aziendale è cambiato. Forte la crisi interna e complessiva. Pier Giorgio Scoffone classe 1947. Per gli amici Pigi. Sicuramente un suo vezzo. Novello sposo, con due figli, molto ma molto attivi che assomigliano ai genitori. Iniziamo con battute e considerazioni sulla  politica, in italia ma in particolare nella nostra regione. “Vecchio nostro vizio”. entrambi conveniamo sulla drammaticità della situazione. Sull’aver rimandato la soluzione dei problemi ed ora, sull’estrema difficoltà nel risolverli. Diplomatosi alla mitica  scuola Avogrado lavorando si è laureato. Abituato ad affrontare situazioni complicate. Con lui mi posso permettere una certa familiarità. 

 

Chi te lo ha fatto fare? 

Conosco la materia. Come ben sai tre anni fa, alla fine del mio mandato da presidente di Eurocons, avevo tentato di avvisare il nuovo cda del formarsi di una situazione aziendale molto critica. Sono stato nominato nel cda di Finpiemonte partecipate. Soprattutto le banche socie di Eurofidi erano preoccupate. Visto che il nuovo piano industriale non era soddisfacente siamo intervenuti. Ho voluto prendermi direttamente le responsabilità del caso, accettando la proposta di diventare amministratore delegato.

 

Strategie? 

Si. Concedimi la riservatezza del caso. Un fatto è certo: Eurofidi ed Eugroup sono e saranno sempre di più indipendenti. Contrariamente al passato. 

 

Pensi di conoscere benissimo il settore della finanza?

 Non voglio, ( anche perchè non lo è  – ndr ) essere considerato presuntuoso. Qualcosa di esperienza c’è. Nel 1979 fondammo il primo artigianfidi. Questi consorzi di garanzia hanno sicuramente contribuito allo sviluppo industriale ed artigiano delle piccole e medie industrie. Ho avuto anche l’avventura” di essere tra i primi componenti dei cda FinPiemonte. Ero giovane, come era giovane Sergio Chiamparino. Sicuramente bei tempi ma ora dobbiamo pensare al dopo. Il nostro passato ci impone il tutto. 

 

Maggiore soddisfazione? Non ci pensa alcun secondo nel rispondere: i bambini.  Nel suo essere lapidario e determinato ravvedo la determinazione per il futuro che ha. 

 

Maggiore delusione?

Non essere riuscito a far capire “ai miei compagni” l’importanza economica e sociale delle piccole e medie imprese. 

 

Prospettive?

Non sono certo di riuscire nell’opera di risanamento. Ma sento che posso farcela. Coronamento di quello che è già stato fatto.

 

Mi dà uno “strappo” a casa. Ancora battute sul presente. Ci si rivede, Pigi. Grazie del passaggio