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L’essere rimasta sempre fedele dal 1994 alle sue idee in un parlamento di voltagabbana risulta essere una grande virtù

Casellati, senatrice ma non presidenta

di ilTorinese pubblicato lunedì 26 marzo 2018

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Maria Elisabetta Casellati, fatta oggetto di attacchi furiosi del solito “Fatto quotidiano”,quasi quel giornale potesse anche decidere le alte cariche dello Stato,eletta presidente del Senato  ha esordito con un discorso altamente istituzionale che le fa molto onore e che rivela come  anche una donna di parte possa ricoprire la seconda carica dello Stato con dignità ed onore, come ha detto citando a Costituzione. Dallo scranno di presidi Palazzo Madama si è subito rivelata all’altezza ruolo. Il nuovo presidente della Camera Fico  non ha voluto liberarsi dai suoi abiti partigiani ed ha fatto un discorso partigiano. Le sue origini nei centri sociali sono difficili da superare, mentre l’avvocato proveniente dal Csm ha rivelato una cultura molto apprezzabile. Aver chiuso il suo  discorso con” Viva l’Italia “ le fa onore. Se posso fare un confronto, quando ho sentito la senatrice Casellati ,ho pensato al senatore Marcello Pera, filosofo prestato alla politica che ebbe il coraggio di infrangere certe vulgate. Quando ho sentito Fico, ho pensato a Fini, anche se non gli auguro il tremendo epilogo della carriera dell’ex delfino di Almirante. Fico e’ anni luce da Nilda Jotti, e’ un laureato di quella inutile facoltà di scienza della comunicazione che ha sfornato tanti inutili parolai.  E mi è piaciuto anche che  Casellati abbia chiesto di non chiamarla presidentessa, ma presidente. Dopo cinque lunghi anni della presidenta Boldrini  era necessaria un’inversione di tendenza in nome  del rispetto della lingua italiana . Se la legislatura durerà cinque  anni, cosa assai improbabile, la senatrice Casellati dimostrerà di che pasta è fatta. L’essere rimasta sempre fedele dal 1994 alle sue idee in un parlamento di voltagabbana risulta essere una grande virtù . E lo scrive uno che non è del suo partito ed a volte ha dissentito dalle sue posizioni. Le ingenerose  critiche del “Fatto” nei suoi confronti sono come medaglie  al valore. Un’ultima osservazione riguarda il PD che ,scegliendo come candidata presidente del Senato l’ex ministra  del MIUR, ha fatto una scelta sbagliata. Tra tante donne valide del Pd scegliere Fedeli e’ apparso  davvero incomprensibile .