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Potrebbe essere predisposta la chiusura del tratto di corso Venezia tra la piazza e via Breglio

Caos piazza Baldissera, discussione in Sala Rossa

di ilTorinese pubblicato martedì 6 novembre 2018

Il traffico insostenibile in piazza Baldissera è stato al centro dell’attenzione del Consiglio comunale. Per iniziativa del consigliere Fabrizio Ricca (Lega Nord), è intervenuta ieri in Sala Rossa l’assessora ai Trasporti Maria Lapietra per fornire comunicazioni sulla situazione. L’assessora ha detto che sono previsti interventi a breve e a lungo termine. “A breve termine, sono stati modificati i tempi del semaforo verde nei corsi Principe Oddone e Vigevano, con un lieve miglioramento dello scorrimento del traffico (al di là dell’esodo per l’ultimo ponte) ed è stato deviato il percorso del 52”. Saranno anche realizzate – all’imbocco della rotatoria – corsie preferenziali per i mezzi pubblici e di soccorso e sarà posta una segnaletica a monte della rotatoria per segnalare le possibili code. Se gli interventi non dovessero bastare, potranno essere rifasati i semafori per creare delle “onde verdi” e potrà essere limitato l’afflusso da corso Mortara e via Cecchi, obbligando la svolta a destra per i veicoli privati. A lungo termine, se questi interventi non dovessero essere ancora sufficienti, ha aggiunto l’assessora “è prevista la chiusura del tratto di corso Venezia tra piazza Baldissera e via Breglio, finché il cantiere in corso Grosseto non sarà terminato. Lapietra ha quindi voluto precisare che non c’erano risorse stanziate per risolvere il nodo di piazza Baldissera, che poi sarebbero state destinate ad altri interventi. Infine, l’assessora ha affermato che si sarebbero dovuti sistemare i nodi di piazza Baldissera e Breglio prima di fare un’“autostrada urbana”.

IL DIBATTITO

Fabrizio Ricca (Lega Nord): Giusto creare una corsia preferenziale, ma così ci saranno solo più due corsie per il resto del traffico… Chiudere la via poi non mi sembra il modo giusto per risolvere il problema del traffico: si rischia così di congestionare altre zone della città!

Silvio Magliano (Moderati): Il vero tema è questo: o diciamo che bisogna ridurre le auto, oppure ci attiviamo per ottenere dal Ministero dei Trasporti i 30 milioni necessari per realizzare il sottopasso, utilizzando la canna del tunnel ferroviario già esistente. Si tratta di una questione di visioni differenti: una tesa a non fare usare ai cittadini quel nodo stradale, l’altra tesa a realizzare il tunnel tra i corsi Vigevano e Mortara. Io penso che quest’ultima rappresenti la soluzione migliore.

Stefano Lo Russo (PD): La sistemazione superficiale del Passante Ferroviario aveva un disegno complessivo che andrebbe attuato, invece oggi qualcuno decide arbitrariamente di non realizzare il previsto sottopasso con la motivazione che attirerebbe traffico. Evidentemente vengono usati due pesi e due misure sul tunnel ferroviario del Tav e su quello di piazza Baldissera. La realtà è che quello della maggioranza è un approccio puramente ideologico: l’assessora teorizza che le code hanno un valore educativo, disincentivando all’uso dell’auto. L’Amministrazione chieda al Governo, con il quale dovrebbe avere un filo diretto, i fondi necessari per realizzare il sottopasso tra corso Vigevano e corso Mortara, originariamente previsto.

Roberto Malanca (M5S): La situazione di piazza Baldissera è dovuta anche al cantiere di corso Grosseto. Non dimentichiamo poi i continui ingorghi in corso Orbassano, in via Cigna, nel sottopasso di Porta Palazzo… Il nodo di piazza Baldissera si trova a smaltire un flusso di traffico superiore a quello per il quale è stato progettato. Per realizzare il tunnel occorrerebbero anni: la soluzione migliore è quella prospettata dall’assessora, basata su provvedimenti immediati e applicati gradualmente. Il problema è l’eccessivo traffico privato. Convogliare il traffico dalla zona nord verso corso Regina, con un tunnel per il quale non ci sono tempo né risorse, sarebbe inutile e dannoso per zone verdi come la Pellerina.

Francesco Tresso (Lista civica per Torino): Finora abbiamo visto interventi che in realtà sono soltanto dei palliativi per risolvere i problemi del traffico in piazza Baldissera. Ma – com’è sotto gli occhi di tutti – c’è un problema di flussi automobilistici, di fatto, ingestibili. Occorrerebbe ammettere il problema, assessora Lapietra, e poi dare una prospettiva attraverso una pianificazione, per risolvere le criticità di piazza Baldissera. Siamo consapevoli che servirebbero mesi di tempo per stilare un programma efficace, ma l’assessora manca di concretezza. L’attuale assessorato dovrebbe saper gestire quanto ereditato dalle precedenti amministrazioni, come l’asse Nord-Sud del passante ferroviario.

Al termine del dibattito, l’assessora Lapietra ha domandato come mai nessuno in passato abbia voluto rivedere il progetto di corso Grosseto o abbia chiesto i fondi all’allora ministro Delrio per il sottopasso di piazza Baldissera e la rotatoria di via Breglio, come aveva prescritto il Cipe. “Non c’è stata alcuna visione politica nelle ultime Giunte – ha affermato – e la struttura del trasporto pubblico è rimasta ferma agli anni Ottanta, accumulando però 75 milioni di euro di debiti”. In conclusione, Lapietra ha affermato che bisognerà prendere decisioni molte serie quando sarà terminato il cantiere di corso Grosseto, per rivedere l’intera zona, valutando anche la scelta drastica di chiudere alcuni bracci di immissione su piazza Baldissera.

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