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BRAMBILLA (MOVIMENTO ANIMALISTA): “TUTELARE IL RAPPORTO TRA ANZIANI E ANIMALI D’AFFEZIONE”

di ilTorinese pubblicato mercoledì 19 luglio 2017

Quello tra l’anziano e il suo animale domestico è un rapporto che va tutelato e  agevolato in ogni modo, per  il contributo importante che dà alla socializzazione e alla salute dei cittadini della “terza età”.  Noi del Movimento animalista ne siamo convinti e perciò chiediamo di ridurre la pressione fiscale che grava sui proprietari di animali d’affezione e di introdurre un sistema veterinario mutualistico a vantaggio delle persone economicamente più deboli”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per l Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento animalista, presentando a Milano L’INDAGINE “Over 65 e animali da compagnia” curatA da Federanziani e Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) in collaborazione con la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. Il sondaggio – ricorda l’on. Brambilla – ha due grandi meriti: considera la convivenza con gli animali per ciò che effettivamente è, un fenomeno di grande rilevanza sociale, soprattutto per quanto riguarda le fasce più anziane della popolazione, poi dà all’analisi un taglio più “politico” e non semplicemente di costume. Ci ritrovo –prosegue la presidente del Movimento animalista – conferme importanti a tesi che sostengo da sempre. Per esempio la rilevanza politica del tema tutela degli animali, considerato dagli anziani proprietari di pet, dopo lavoro e immigrazione-sicurezza, il terzo “tra quelli che necessitano di un maggiore impegno della politica”,  ben al di sopra, che so,  dei conti pubblici o della riforme istituzionali e a maggior ragione di tanti argomenti, seri e meno seri, di cui tanti si riempiono la bocca nei talkshow. I provvedimenti ritenuti più importanti sono gli stessi per i quali sto conducendo una battaglia dentro e fuori il Parlamento: l’inasprimento delle pene per chi maltratta o uccide un animale e l’introduzione di un servizio sanitario mutualistico per gli animali dei proprietari meno abbienti. Sul primo punto le mie proposte sono almeno all’esame della commissione Giustizia, mentre l’indifferenza delle forze di maggioranza lascia ancora nel cassetto la proposta di una mutua veterinaria per i proprietari con maggiori difficoltà economiche. Probabilmente perché qualcuno fatica a cambiare mentalità. Noi partiamo da un concetto molto semplice, ma non sempre chiaro a chi ci governa: la convivenza con un animale domestico non è un lusso. Presuppone un rapporto affettivo di cui lo Stato dovrebbe riconoscere il valore sociale, invece di perseguitare i possessori di animali da compagnia”. Il Movimento animalista vuole una svolta anche in questo campo. La mia proposta di servizio veterinario mutualistico prevede prestazioni di base riservate a categorie ben precise di animali, primi tra tutti i cani e i gatti dei proprietari meno abbienti, già esenti, per motivi di reddito, dal pagamento delle spese del Servizio sanitario nazionale, e gli animali ospitati da organizzazioni di volontariato. La salute è un diritto, anche quella degli amici a quattro zampe. Un diritto che le norme attuali di fatto mettono in discussione. La stragrande maggioranza degli interpellati in questo sondaggio (78 per cento) vuole i propri animali sani e felici, ma il 60 per cento potrebbe investire nella salute del proprio animale meno della metà di un ipotetico aumento della pensione di cento euro e una parte importante del campione (il 34 per cento) ammette che avrebbe problemi ad affrontare una spesa imprevista di mille euro per la salute del proprio animale.    Per la stessa ragione occorre rivedere l’Iva sui servizi veterinari, oggi al livello massimo, e intervenire sul mercato dei farmaci destinati agli animali. In uno studio della Fnovi vedo che il rapporto tra il prezzo del medicinale veterinario e quello per uso umano  a parità di principio attivo va da un minimo di 1,29 ad un massimo di 10,05 volte. Un vero scandalo, assolutamente intollerabile. Mancano, infine, politiche per favorire le adozioni nei canili per gli anziani, magari proprio di quattrozampe non più giovani, che sono i più difficili da “piazzare” ma anche i più adatti per i nostri nonni perché più tranquilli e gestibili. Eppure tutti avremmo interesse a intensificare questa amicizia di lungo corso: gli animali vivrebbero in una famiglia, gli anziani ne avrebbero comprovati benefici sul piano psico-fisico. Da questo punto di vista merita plauso ed attenzione la nostra iniziativa di oggi, “Senior, adotta un senior!”.