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Sabato 5 Maggio alle 21 incontro culturale ad Azeglio

“Bosnia, l’Europa di mezzo”. Un viaggio tra guerra e pace

di ilTorinese pubblicato mercoledì 2 maggio 2018

Due decenni fa finiva la guerra in Bosnia, lasciando cumuli di macerie e tanti, troppi morti. Il reportage di Travaglini racconta la pace che ha fatto seguito a quella tragedia. Una pace imperfetta, fatta di prevaricazione e di giustizia negata, di dolore e di speranze

 

 

Sabato 5 Maggio 2018, alle 21.00, nella sala dell’Oratorio di   Azeglio (To) verrà presentato il libro dello scrittore e giornalista Marco Travaglini  “Bosnia, l’Europa di mezzo.Viaggio tra guerra e pace, tra Oriente e Occidente”. Travaglini, autore di narrativa e saggistica, fa parte del GISM, il gruppo italiano scrittori di montagna. Ha scritto per i quotidiani L’Unità, La Prealpina e Il Riformista e collabora a diverse testate, tra le quali “L’Incontro” e “Il Torinese” . Con l’autore sarà presente Paolo Siccardi, giornalista e photoreporter free-lance, cofondatore del collettivo fotografico Walkabout-Ph che per dieci anni ha documentato i conflitti in Jugoslavia e i cambiamenti geo-politici dell’area balcanica (pubblicando il libro “Una guerra alla finestra” e il catalogo della mostra “Balcani oltre il confine”). Siccardi dal 2000 fotografa per il settimanale Famiglia Cristiana ed  è in corso al Museo Nazionale del Risorgimento di Torino una sua mostra fotografica ( con il collega Roberto Travan) intitolata “A(r)ma il prossimo tuo. Storie di uomini, conflitti, religioni”.

 

Sarajevo 1992, Vedran Smailovic violoncellista della Filarmonica di Sarajevo ha suonato l’Adagio in sol minore di Albinoni per 22 giorni per onorare la memoria di 22 civili uccisi mentre facevano la fila per il pane

L’iniziativa sarà coordinata da Giuseppe Lo Faro, consigliere delegato alla cultura del comune di Azeglio e dalla prof.ssa Rosalba Pennisi. Nel corso della serata saranno proiettati filmati e  foto di Paolo Siccardi. Due decenni fa finiva la guerra in Bosnia, lasciando cumuli di macerie e tanti, troppi morti. Il reportage di Travaglini racconta la pace che ha fatto seguito a quella tragedia. Una pace imperfetta, fatta di prevaricazione e di giustizia negata, di dolore e di speranze strappate via dal disastro di una quotidianità spesso fatta di umiliazioni e privazioni. Ma narra anche la vicenda di

Mostar 1993, Semir nato e morto lo stesso anno

tante persone e di un profondo desiderio di capire non solo le ragioni del conflitto, ma anche la forza enorme che permette al popolo bosniaco di non scomparire sotto i colpi del destino. Lo storico Gianni Oliva, nella prefazione ha scritto : “Quello di Marco Travaglini è un taccuino di viaggio pieno di partecipazione emotiva, attento a cogliere i luoghi, i personaggi, le storie individuali e collettive; ma ha anche scritto un libro pieno di spunti per riflettere sul presente, per comprendere che ogni crisi ha le sue specificità e, insieme, i suoi denominatori comuni. Un bel modo per fare ‘storia del passato’ facendo contemporaneamente ‘educazione al presente’”.