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AUDIZIONE A PALAZZO LASCARIS

Beni confiscati alla mafia, che fare?

di ilTorinese pubblicato martedì 12 luglio 2016

800_Logo_LiberaI rappresentanti dell’Agenzia per la coesione territoriale e dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, sono stati ricevuti dalla Commissione speciale con compiti di indagine conoscitiva per la promozione della cultura della legalità e il contrasto dei fenomeni mafiosi. A presiedere la seduta la vicepresidente Francesca Frediani. L’incontro è servito principalmente per l’illustrazione di uno studio preliminare di un Piano d’azione per i beni confiscati e la coesione territoriale predisposto dal Dipartimento per le Politiche di coesione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, redatto anche con la collaborazione di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. In base all’approfondita relazione della delegazione, i commissari hanno posto diversi quesiti. Successivamente, in seduta ordinaria, l’assessore alle Attività produttive, Giuseppina De Santis e i suoi funzionari, hanno spiegato lo stato dell’arte per il riutilizzo e la valorizzazione dei beni sequestrati. I lavori di oggi fanno parte di un percorso volto a individuare le linee guida per la gestione dei beni regionali confiscati alle organizzazioni criminali, con particolare riferimento all’utilizzo dei fondi europei. Nella mattinata è emerso come possano essere sia i fondi Fesr e che quelli Fse ad essere utilizzati e che la nostra regione potrà ricevere delle somme anche dal Fondo nazionale (3,7milioni di euro) che non sembra legato al territorio dove si troverebbero i beni confiscati ma, bensì, al bene stesso sequestrato a prescindere dalla collocazione geografica. Importante appare poi una ricognizione dei beni, visto che gli elenchi disponibili sono variabili in relazione alle varie vicende processuali (un bene può essere sequestrato in un primo momento e successivamente liberato).