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A SUO CARICO NUMEROSI FURTI CON AGGRESSIONE AVVENUTI NEL CENTRO DI TORINO. IL SINDACATO DI POLIZIA UGL AVEVA MESSO UNA RICOMPENSA A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI AI QUALI ERA STATA CHIESTA COLLABORAZIONE

Arrestato il rapinatore seriale della taglia, aveva accoltellato una donna

di ilTorinese pubblicato giovedì 28 maggio 2015

POLIZIA CROCETTA

E’ un senegalese di 25 anni,  ritenuto responsabile di alcune rapine avvenute nei giorni scorsi

 

E’ stato finalmente arrestato (in piazza carlo felice) l’uomo che terrorizzava le ragazze e le signore che attraversavano le vie del centro cittadino. E’ un senegalese di 25 anni,  ritenuto responsabile di alcune rapine avvenute nei giorni scorsi  il bandito che, armato di coltello, ha anche ferito una donna che scendeva le scale della metropolitana alla fermata Bernini. Il sindacato Ugl Polizia aveva proposto una taglia di 300 euro nei suoi confronti, suscitando un dibattito sui media. Gli  agenti chiedevano collaborazione ai cittadini, che erano stati invitati a segnalare tutti i dettagli utili alle indagini. Si calcola siano molti i crimini a firma del rapinatore seriale. Sul caso di cronaca riproponiamo ai lettori un nostro commento pubblicato nei giorni scorsi sul “Torinese”.

 

FAR CREDERE CHE QUESTO SIA UN PAESE DOVE IL CITTADINO SI DIFENDE DA SE’ E’ FUORVIANTE E PERICOLOSO. SOPRATTUTTO SE LA PROPOSTA VIENE DA UN SINDACATO DI POLIZIA

Sicurezza, la taglia sul rapinatore: ma l’Italia non è l’America

Negli Stati Uniti un qualsiasi cittadino, esattamente come succede nei film western, può essere nominato sul campo “vicesceriffo”, con tutte le qualifiche di agente delle forze dell’ordine: nelle città di provincia ci sono armerie e caserme destinate proprio a queste occasioni. E non dimentichiamo che il privato cittadino, che assiste a un crimine commesso in flagranza, può fare uso della forza e operare il “citizen arrest”, costringendo fisicamente il perpetratore fino all’arrivo della polizia

 

Siamo arrivati alla taglia: il sindacato di polizia UGL ha promesso 300 Euro per informazioni utili alla cattura del rapinatore seriale che colpisce nella zona tra Corso Vittorio e Corso Racconigi. Le vittime hanno già fornito un identikit preciso: si tratterebbe di un nordafricano sulla trentina, alto circa 1.75, armato di coltello. Per fortuna al lavoro ci sono già investigatori e agenti sul territorio, mentre i loro colleghi stampano volantini. La brutta notizia, appunto,  è che un sindacato di poliziotti se ne esca con l’idea di una taglia, cioè uno strumento utilizzato in quelle società – come quella americana – in cui per tradizione compiti di difesa e di polizia fanno parte dei diritti/doveri del cittadino. Dando in qualche modo l’idea che da noi si possa fare lo stesso: non è così. I cacciatori di taglie negli Stati Uniti sono migliaia, una figura ben presente nella cultura pop: Dog, un vero cacciatore di taglie, è protagonista di un reality che è arrivato alla nona serie; e il simpatico Gerald Butler deve braccare la moglie – un evasore fiscale – nella commedia di successo nota in Italia con il titolo: “Il cacciatore di ex”. Ma gli Stati Uniti sono anche il Paese con il più alto indice di armi da fuoco per abitante (88%); il Paese in cui le leggi “stand your ground” consentono di abbattere senza troppi complimenti un presunto rapinatore che si introduce in casa vostra (da noi un orefice che, all’ennesima rapina, ferisca l’aggressore, viene processato per tentato omicidio); è il Paese in cui la larga disponibilità di armi ai privati (circa 300 milioni di pezzi in circolazione) e l’ampia licenza di difendersi in proprio produce il numero record di 33mila morti da arma da fuoco nell’ultimo anno censito. Ultimo ma non ultimo, negli Stati Uniti un qualsiasi cittadino, esattamente come succede nei film western, può essere nominato sul campo “vicesceriffo”, con tutte le qualifiche di agente delle forze dell’ordine: nelle città di provincia ci sono armerie e caserme destinate proprio a queste occasioni. E non dimentichiamo che il privato cittadino, che assiste a un crimine commesso in flagranza, può fare uso della forza e operare il “citizen arrest”, costringendo fisicamente il perpetratore fino all’arrivo della polizia. Quindi, cari sindacalisti di polizia, è chiaro il significato provocatorio dell’iniziativa, ma è troppo alto il rischio di mandare messaggi sbagliati a cittadini già troppo esposti a un mondo pericoloso, disordinato e disfunzionale. Questo è un Paese in cui l’ordinamento assegna compiti esclusivi di sicurezza e il monopolio della forza a tutela dell’ordine pubblico ai corpi di polizia dello Stato. L’iniziativa della taglia è del tutto fuori contesto, semina confusione, e ricorda certi siparietti nelle nostre aule di giustizia, dove ingenui imputati, imbottiti di cattiva televisione, si rivolgono al magistrato chiamandolo “Vostro Onore” e appellandosi al Quinto Emendamento. La cittadinanza è impaurita, dalla crisi oltre che dalla criminalità, e anche dalla criminalità generata dalla crisi (aumento dei delitti contro la persona, delle truffe, del crimine di strada). Da persone che vestono una divisa – con tutti i loro diritti di svolgere attività sindacale – forse ci si aspetterebbe maggiore serietà. Se si vuole davvero cambiare la gestione della sicurezza ci sono gli strumenti appositi, che non sono i talk-show in cui si mettono in parata le miserie, il crimine e le inquietudini della cittadinanza, ma sono il diritto di voto e un Parlamento che faccia leggi diverse.

 

fv