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ANTICHI EDIFICI DA VALORIZZARE

Archeologia industriale, 692 i siti in Piemonte

di ilTorinese pubblicato lunedì 10 aprile 2017

Sono 692 i siti di archeologia industriale in Piemonte. Dalle miniere aurifere di Ceppo Morelli e di Macugnaga ai lanifici e cotonifici del Biellese, dai vari sistemi di mulini che alimentavano gli opifici alle carbonaie legate ai sistemi di trasporto e lavorazione del legname, dalle fornaci di Mondovì alle cave di marmo di Paesana. Antichi edifici di fabbriche, centrali idroelettriche, cartiere, lanifici che nei secoli sono stati fonti di lavoro e di ricchezza per interi territori oggi rimangono vuoti e inutilizzati per mancanza di fondi per la ristrutturazione dei locali.

Si è parlato anche di questi beni da valorizzare nella seduta della Commissione Urbanistica di oggi che ha poi espresso parere negativo a maggioranza alla proposta di legge 150, presentata dal Movimento 5 Stelle, sugli “Interventi per la valorizzazione e la promozione del patrimonio di archeologia industriale.

“La bocciatura di questa proposta non esprime disinteresse per i siti di archeologia industriale – precisa Nadia Conticelli, presidente della II Commissione – ma vuole evitare di moltiplicare leggi su argomenti molto simili, preferendo invece un quadro normativo unico e ben organizzato. Stiamo lavorando per arrivare entro l’estate alla votazione del Piano paesaggistico regionale (già approvato dal Ministero) che comprende anche seicento siti di archeologia industriale censiti dall’assessorato. Il nostro scopo è valorizzare i siti industriali dismessi ed il territorio in cui sono inseriti, anche coinvolgendo investitori privati”.

La prima firmataria della proposta di legge, Francesca Frediani (M5S), si dice “disponibile a modificare il testo della pdl poichè il censimento è già stato realizzato, ma dobbiamo occuparci anche degli Ecomusei già esistenti. A noi preme restituire parti di territorio che ora sono semplicemente zone industriali abbandonate. Vogliamo valorizzare la loro storia e restituire questi immobili ai cittadini perchè li possano utilizzare per iniziative culturali”.

Alla discussione hanno partecipato anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle, del Pd, del Movimento Democratico Progressista e di Forza Italia.

 

(foto: il Torinese)

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