Home » TRIBUNA » Andrea Buquicchio: “Sull’immunità dei parlamentari”
"PIU' CORAGGIO NELLE DECISIONI LEGISLATIVE"

Andrea Buquicchio: “Sull’immunità dei parlamentari”

di ilTorinese pubblicato venerdì 4 luglio 2014

buquicchio“Si vorrebbe un Senato non elettivo, cosa che mi vede assolutamente contrario e si manterrebbe comunque una sorta di bicameralismo. La tal cosa mi vede ancor più  contrario perché anziché ridurre il numero dei Parlamentari sia della Camera sia del Senato si intende partorire una piccola Camera delle regioni con funzioni molto ridotte”

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente intervento di Andrea Buquicchio, già presidente del Gruppo Italia dei Valori in Consiglio regionale


Sono stato sempre scettico sull’ opportunità di continuare ad attribuire ai parlamentari la così detta immunità, ed oggi più che mai alcune riflessioni sono necessarie.
Il “privilegio” sancito dai Costituenti e’ stato già di fatto molto ridimensionato dopo l’era mani pulite con tangentopoli. Infatti, da circa vent’anni, non si tratta più di un’immunità totale.

 

Gli inquirenti possono indagare ma non arrestare senza il via libera del Parlamento, così come non possono utilizzare intercettazioni o tabulati telefonici senza autorizzazione. Orbene, oggi si discute nell’ambito della riforma del Senato, se togliere o meno tale immunità residuale ai nuovi Senatori. Ma partiamo dalla riforma del Senato.

 

Si vorrebbe un Senato non elettivo, cosa che mi vede assolutamente contrario e si manterrebbe comunque una sorta di bicameralismo. La tal cosa mi vede ancor più  contrario perché anziché ridurre il numero dei Parlamentari sia della Camera sia del Senato si intende partorire una piccola Camera delle regioni con funzioni molto ridotte.

 

Si intenderebbe così superare il bicameralismo perfetto, motivo per molti di ingovernabilità, e si intenderebbe dare un contentino agli eletti delle istituzioni più periferiche. Un mero contentino alle regioni molto penalizzate dall’ondata di anti regionalismo esplosa negli ultimi due anni ed in tal modo, secondo il governo, tacitate con l’attribuzione di funzioni parlamentari tramite loro eletti di secondo livello.  Anzichè  un passo avanti verso il federalismo ne faremmo molti indietro in modo centripeto! E la riforma del titolo V completerà l’opera.

 

Tornando quindi all’immunità, la stessa, nell’ambito di un assetto istituzionale non elettivo potrebbe essere eliminata. Ma allora sorge spontanea una domanda, perché non si pensa neanche lontanamente di mettere mano anche a quella dei signori deputati della Camera, per di più ad oggi nominati e non certo eletti nel senso concepito dai Padri Costituenti quando previdero le guarentigie? La risposta meno ipocrita, secondo me, e’ quella che attribuisce di fatto ai signori Onorevoli uno scarso senso di fiducia nei confronti del terzo potere dello Stato.

 

Si parla spesso di indagini ad orologeria, di due pesi e due misure, di Procure cromaticamente molto definite e così via e sembrerebbe una sorta di autotutela del potere legislativo che non tanto si fida di quello giudiziario. Bene ed allora perché non mettere mano attivamente alla riforma della giustizia, partendo a mio avviso da quella del CSM anziché trincerarsi passivamente dietro una  ridicola e anacronistica immunità? Occorre più coraggio nelle decisioni legislative essenziali per il miglioramento della nostra molto sofferente democrazia.

 

 Andrea Buquicchio Consigliere regionale IX Legislatura