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il 7 e 8 aprile

All’Auditorium Rai l’Oedipus Rex di Stravinskij con Servillo

di ilTorinese pubblicato giovedì 7 aprile 2016

Il narratore è affidato alla -splendida voce recitante di Toni Servillo, su testo di Cocteau

servillo

“Spettatori quella cui assisterete è una versione latina dell’ Edipo Re, in forma di opera oratorio, una composizione che rappresenta solo i tratti fondamentali di una vicenda…”. Sono queste le parole del narratore dell’ Oedipus Rex di Igor Stravinskij , che verrà eseguito il 7 e 8 aprile, alle 20.30, all’ Auditorium Rai di Torino. A raccontare il mito greco evocato da Stravinskij è la voce recitante di Toni Servillo, attore campano pluripremiato e vincitore dell’ European Film Awards per la sua interpretazione nel film premio Oscar ” La grande bellezza”. Protagonisti con lui il tenore Brenden Gunnell nel ruolo di Edipo, il mezzosoprano Julia Gertseva in quello di Giocasta, il baritono Alfredo Muff in quello di Tiresia, il basso- baritono Marko Mimica in quello di Creonte e, nei panni del pastore, Matteo Mezzaro. Stravinskij scelse per il suo Edipo il latino, su libretto di Jean Cocteau, tradotto da Jean Danielau. Fu molto discussa tale scelta, in quanto ha rappresentato una sorta di shock nell’esperienza teatrale, in cui lo spettatore condivide sulla scena una vicenda che presuppone progressiva, aperta a possibili cambiamenti e, quindi, in esatta opposizione a quella ” materia pietrificata”, di cui scrisse Stravinskij. L’opera dimostra un “pulsare ritmico e continuo, a suo modo statico e imponente”, come l’ha definito Virgilio Bernardoni, un pulsare che è il prodotto dell’attitudine stravinskijana a lavorare sull’aspetto fonico-simbolico del testo.Oedipus Rex procede sulla base di un rituale sonoro attentamente costruito, adottando figure ritmiche insolite, che si allontanano dalle simmetrie imposte alla vicenda di Edipo e Giocasta. Giocasta stessa risulta il personaggio che più, da vicino, evoca le arie di Verdi nei suoi recitativi e nella scrittura vocale, debitrice del melodramma. Edipo Re appare, quindi, un lavoro composito che non fa riferimento a un’epoca particolare della storia musicale, ma a più epoche, da Handel a Verdi, dal Medio Evo a Meyerbeer. A completare la serata la Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 detta ” Classica” di Sergej Prokof’ev, altro esempio di neoclassicismo novecentesco, composta nel 1917 ispirandosi al modello di Haydn.

 

Mara Martellotta