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VALCERRINA SCONOSCIUTA / 4

Alla scoperta di Mombello

di ilTorinese pubblicato domenica 12 agosto 2018

Mombello Monferrato, il “monte della guerra”, come taluni fanno risalire il l’origine del suo nome ad un fatto d’armi (la tenzone del 1172 tra il marchese aleramico Guglielmo IV e le truppe alessandrine ed astigiane) e un centro della Valcerrina, arroccato, quanto al capoluogo, su un colle che offre suggestive vedute, storia ed arte. Ci sono inoltre sei frazioni (che non sono oggetto di questa tappa). In Mombello centro vi è da segnalare la chiesa di San Pietro Apostolo, elencata nel 1299, era anticamente incorporata nel complesso della residenza i Reggenti Monferrini, ora Palazzo Tornielli. Costruito a 3 navate, l’edificio è stato ricostruito nel 1845 ad un’unica aula. Nel 1906 è stata eretta la Cappella della Madonna del Carmine. All’interno ci sono alcuni dipinti attribuiti alla scuola di Guglielmo Caccia, “Il Moncalvo”, mentre la tela in fondo all’abside che effigia Cristo risorto on la Madre venerata da San Francesco è stata attribuita ad Orsola Maddalena Caccia, figlia del Moncalvo. Di particolare interesse è una Madonna con Bambino, opera del 1618, attribuita a Nicolò Musso, nato presumibilmente a Casale Monferrato e morto nel 1618 a Mantova, personaggio di spicco alla corte dei Gonzaga in quel periodo Signori del Monferrato. Da segnalare anche il Coro ligneo del 1647 ed un paliotto in scagliola dell’altare di Sant’Antonio da Padova.Di fronte alla chiesa di San Pietro Apostolo vi è, invece, il palazzo municipale, di costruzione risalente a prima del XVIII secolo. All’interno, sulla volta della sala consigliare si trova un affresco che raffigura il tema della giustizia.Vicinissima al centro storico è invece la chiesa di San Sebastiano, il cui oratorio è posto all’esterno delle antiche mura fortificate di cui vi sono soltanto poche tracce ai confini di quello che era l’antico borgo. Vi sono tracce che porterebbero ad un sacello con impianto romanico nel 1200, ad interventi nel diciottesimo secolo, alla seconda metà del diciannovesimo secolo. Un restauro conservativo degli anni Ottanta del secolo scorso ha consentito una lettura architettonica e storica dell’opera, nella sua attuale veste barocca.

La chiesetta di San Martino, raggiungibile da una scalinata, con accesso consentito da un’apertura nelle mura di cinta del borgo viene citata nel XVI secolo con funzioni di chiesa cimiteriale. L’oratorio ha connotazioni barocche ed un evidente pregi architettonico. Attualmente l’uso dell’edificio, ormai sconsacrato, è finalizzato a incontri con gruppi ristretti di persone, esposizioni e cerimonie civili.Nel centro storico una menzione particolare merita Palazzo Tornielli, già dimora – seppur non continuativa – dei signori del Monferrato, stabile edificato poggiando sulle mura difensive dell’antico borgo di Mombello. Proprietà privata ha nel suo complesso 3 infernot. A cavallo tra fine Ottocent ed inizio Novecento fu oggetto di restauro a parte dell’ingegner Vittorio Tornielli ed arredato con mobili d’epoca. Il Palazzo ha anche un aggancio con le campagne napoleoniche.

A Valle, lungo la provinciale 590 “della Valcerrina” si trova la Tenuta Gambarello, grande cascina a corte quadra di architettura, con facciata ne classica e cappalla gentilizia dedicata a Santa Adelaide. Dal 1933 è proprietà della famiglia Moscheni che la gestisce in forma privata come azienda agricola aprendola al pubblico in occasione del concerto organizzato dall’Associazione Idea Valcerrina che si tiene solitamente la seconda domenica di settembre. Per il 2018, questo appuntamento sarà sabato 8 settembre, alle ore 16, con l’Orchestra Leonore Fondazione Pistoiese Musica, diretta da Daniele Giorgi.Nei pressi della tenuta è emerso un sito archeologico romano – longobardo in località Mulino Nuovo. Qui, accanto ai resti romani di un rustico residenziale, sono state individuale strutture pertinenti ad un contesto abitativo artigianale longobardo del VI – VII secolo dopo Cristo.Si ringrazia per la collaborazione Augusto Cavallo, vice sindaco di Mombello Monferrato e guida escursionistica.

Massimo Iaretti

(foto di Augusto Cavallo)

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