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E' andato in onda lo stesso film. Se la sono cantata e se la sono suonata

Alla Leopolda come se nulla fosse accaduto

di ilTorinese pubblicato lunedì 22 ottobre 2018

Alla Leopolda, luogo nel quale si riunisce da 9 anni la corrente di Renzi ( che controlla il Pd ) si è  discusso come se alle nostre spalle non ci fossero il 4 marzo e  le sconfitte subite alle amministrative e al referendum. Del resto questa è la strategia di Renzi che ha potuto dispiegarsi perché i suoi uomini controllano i ” gangli ” vitali del Partito: le Presidenze del Partito e dei gruppi parlamentari. La strategia di Renzi era chiara: prendere tempo, rinviando il congresso  per annacquare le proprie  responsabilità  e impedire che se ne discutesse . Ci è  riuscito anche per responsabilità dei suoi oppositori interni. L’importante era far calare il sipario sulle scelte compiute in questi anni che sono la causa del disastro, un disastro peraltro largamente annunciato. Alla Leopolda è andato in onda lo stesso film. Se la sono cantata e se la sono suonata. Non sono mancati gli effetti scenici, ma che tristezza e se mi è consentito che arroganza e presunzione. Si è  parlato del governo giallo-verde e del fatto che ci porterà a sbattere, dimenticandosi che è  nato anche perché Renzi  ha impedito che si aprisse un confronto tra pd e 5 Stelle; cosa che ha fatto non già discutendone in qualche organismo di partito, ma ponendo il diktat da Fazio, ospite alla Leopolda. Si è proposta una contromanovra che forse sarebbe spettato al Pd avanzare in occasione del Forum del pd che si svolgerà nei prossimi  giorni; per di più alla presenza di Pier Carlo Padoan, Ministro tecnico indicato da Napolitano e convertitosi al renzismo. Si è proposto da vita ai Comitati di Resistenza Civica che saranno costituiti in tutto il Paese, che risponderanno a Renzi e che i maligni considerano l’embrione di un nuovo Partito che Renzi sarebbe pronto a fondare se perderà il controllo del Pd o se le europee andranno peggio del previsto. Ma soprattutto alla Leopolda si è discusso  come se Renzi avesse deciso di scendere in questo momento nell’agone della politica e si trattasse,  con una coraggiosa proposta di rinnovamento delle idee, del Partito e della leadership, di reagire ad una serie sconfitte e se queste sconfitte non fossero state subite proprio da Renzi. Nessuno tra i presenti che si sia alzato per dire: ” scusate è  tutto giusto quello che dire contro il governo attuale ,  ma perché siamo passati al 18%, perché noi che eravamo al governo e che ci eravamo con Renzi abbiamo perso il referendum  e perché abbiamo perso tutte le elezioni amministrative?” Si é  trattato di Minestra riscaldata o di una operazione di maquillage politico, ma la sostanza non cambia.

Wilmer Ronzani

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