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Sabato 26 gennaio alle 21

Al Conservatorio di Torino “La musica degli Esclusi”

di ilTorinese pubblicato mercoledì 23 gennaio 2019

In occasione della Giornata della Memoria 2019 il Conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino (in via Mazzini 11) organizza due concerti dedicati alla “musica degli Esclusi”: il primo giovedì 24 gennaio alle 10.30 riservato alle scuole e il secondo sabato 26 gennaio alle 21, offerto gratuitamente alla cittadinanza nell’ambito delle “Serate musicali”, per riflettere sui diritti negati all’arte e agli artisti sotto i regimi nazifascisti. La quasi totalità dell’arte contemporanea di allora venne censurata o cancellata dalle sale da concerto, dai musei, dalle biblioteche, perché considerata un serio pericolo in quanto arte libera e formativa in grado di favorire la crescita di una coscienza critica e indipendente dei popoli. Vennero creati complessi organismi burocratici con il compito di controllare e reprimere la produzione artistica musicale, letteraria e figurativa degli autori e degli interpreti ebrei e non solo. Le opere di compositori come Mendelssohn, Mahler, Schönberg, Weill, generi come il Jazz (in quanto musica dei neri d’America) e gran parte del repertorio popolare furono vietati, additati come prodotti di una malformazione intellettuale e artistica e persino ‘esposti’ in una mostra in Germania denominata Entartete  Musik (in italiano ‘musica degenerata’). I due concerti si caratterizzano per una grande varietà musicale grazie al coinvolgimento delle classi di musica vocale da camera, di pianoforte, di esercitazioni corali, di musica da camera, di quartetto, dei dipartimenti di jazz e di musica antica, oltre che la partecipazione amichevole e generosa del fisarmonicista Massimo Pitzianti. Affiancherà la parte musicale la recitazione di alcuni testi degli anni 1938-1939 (lettere, pagine di diario) scritti da ebrei italiani; verranno inoltre proiettate alcune testimonianze documentali relative alla legislazione razziale allora vigente ed esemplificazioni della cosiddetta ‘arte degenerata’. I concerti sono parte del più ampio progetto “1938-2018. A 80 anni dalle leggi razziali” sostenuto dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale e organizzato dal Polo del ‘900, dal Museo Diffuso della Resistenza, dall’Istoreto e dall’Università degli Studi di Torino.

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