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Viaggio nel vasto mondo degli hobbysti tra chi per sopravvivere alla crisi sta cercando di trasformare in mestiere una passione

Aguzzare l’ingegno per far fronte alla disperazione

di ilTorinese pubblicato domenica 2 aprile 2017

 

C’è chi realizza sciarpe e foulard, chi incide il legno o il cuoio, chi produce bambole con l’uncinetto, chi forgia bijou con alluminio e pasta di mais. Non mancano cestai e impagliatori, pittori e soffiatori di vetro. E’ l’altra faccia della “Street art”: sempre all’avanguardia per le nuove forme d’arte e meta di turisti curiosi di vedere le opere di strada che si nascondono sui muri e i palazzi dei quartieri storici, Torino è ora diventata anche meta di “operatori del proprio ingegno”, che raggiungono la città per esporre le proprie opere.Basta fare un giro nei mercati rionali della domenica o nelle fiere dell’hinterland per immergersi in un universo di proposte creative, di ogni genere e tipo. Fino a qualche tempo fa quello che gli hobbisti cercavano di trarre dalla loro attività era la soddisfazione personale, un sentimento di gratificazione nel quale non era contemplato un desiderio di guadagno. Quello che contava era esprimere la propria passione attraverso le creazioni che realizzavano ed esponevano sui banchi, non i soldi. Oggi le cose sono cambiate. Adesso nel vasto mondo degli “Opi” si sono rifugiate molte persone che sotto i colpi della crisi hanno perso il lavoro e, spesso a causa dell’età, non sono più riuscite a trovare un’occupazione stabile. Hanno quindi messo a frutto le proprie abilità manuali, cercando di trasformare in mestiere quello che era sempre stato un semplice hobby. L’attività degli hobbisti è definita sulla base di leggi regionali. In linea di massima rientrano all’interno della categoria tutti coloro che vendono, barattano, propongono o espongono, in modo saltuario e occasionale, opere che sono frutto del loro ingegno e sono prodotte a mano.

Non sono tenuti a possedere partita Iva, a meno che i loro introiti non superino i 5 mila euro di fatturato annuale. Cosa che spesso li rende invisi ai tradizionali ambulanti, timorosi di una concorrenza originale ed esente da tasse e balzelli. Numerose, nel nostro Paese, le fiere dedicate agli hobby creativi. A Torino c’è “Manualmente, il talento in libertà”, rassegna dedicata a tutti coloro che vogliono esporre le proprie creazioni. Giunta quest’anno alla sua quinta edizione, si terrà al Lingotto Fiere dal 7 al 9 aprile. Oltre ai mercati e alle fiere, anche il web offre agli operatori del proprio ingegno l’opportunità di allargare il bacino di utenti. Esistono infatti dei portali che consentono di aprire negozi virtuali on-line, in cui esporre le proprie opere. I più gettonati sono Facebook ed Etzy. Ma la piazza prediletta degli Opi non è quella virtuale, bensì quella reale, come reali sono le loro creazioni. Intraprendenza, passione e fantasia, accanto a un’ottima manualità, sono le caratteristiche fondamentali degli hobbisti. Tra loro, veri e propri personaggi in grado di produrre, con le proprie mani e un lavoro paziente, unico e personale, capolavori artistici. Come Silvio Tessarin, in arte “Silvio Spray”, che con le sue bombolette di vernice è diventato un esponente di spicco della nuova Street Art. O Federica Negro, ingegnosa interprete dell’”arm-knitting” e del “finger-knitting”, tecnica che consente, utilizzando le braccia e le dita, di confezionare originali capi d’abbigliamento e accessori. Ma i ritratti di questi personaggi saranno oggetto delle prossime puntate.

 

Paola Zanolli