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RIBA: "ORA L'IMPEGNO PER UNA VERA RICOMPOSIZIONE"

AGRICOLTURA, UNCEM: POSITIVA LA NASCITA IN PIEMONTE DELLA “BANCA DELLA TERRA”

di ilTorinese pubblicato sabato 12 gennaio 2019

 A VANTAGGIO DI IMPRESE, TERRITORI, PAESAGGIO, CRESCITA ECONOMICA” 


Uncem ritiene positiva la nascita in Piemonte della “Banca della terra”, prevista nel nuovo Testo unico dell’Agricoltura diventato legge ieri a seguito dell’esame e del voto in Consiglio regionale. Uncem ritiete strategiche e fondamentali, in particolare nelle aree montane,  la razionalizzazione fondiaria dei terreni  agricoli, attuata attraverso la ricomposizione fondiaria, l’ampliamento e il riordino delle proprietà polverizzate, l’arrotondamento delle superfici dei fondi, la rettificazione dei confini, la fusione delle particelle e la realizzazione delle eventuali opere infrastrutturali necessarie e di miglioramento fondiario.

La Banca della terra dovrà permettere un buon riutilizzo di terreni incolti, abbandonati, frammentati, dei quali si conosce o non è noto il proprietario. “Assieme alla nascita delle Associazioni fondiarie – spiega il Presidente Uncem Piemonte, Lido Riba – questo catasto di terreni e l’intera operazione dovrà favorire le imprese agricole esistenti, la nascita di nuove, con conseguenti positive ricadute per i territori, per la crescita economica, per il contrasto all’abbandono di aree montane e collinari. È un tema sul quale Uncem crede e da sempre puntiamo”.   La Banca regionale della terra consiste in un sistema informativo liberamente consultabile, contenente  l’elenco aggiornato dei terreni silenti, incolti o abbandonati.  L’elenco comprende altresì i terreni e i fabbricati di proprietà pubblica e privata,  idonei per l’attività agricola e disponibili per la vendita, la locazione e la concessione in comodato d’uso  gratuito.  Uncem ha chiesto alla Regione che la mappatura dei terreni incolti, abbandonati o dei quali non si conosce il proprietario venga effettuata all’interno del “Censimento nazionale dell’agricoltura”, al via quest’anno. E che gli Enti locali non siano lasciati soli. “La legge prevede che l’elenco delle particelle sia fatto dalle Unioni di Comuni – evidenzia Riba – Riteniamo però per molti Enti questo onere non sia accettabile. L’agricoltura non è più competenza diretta dei Comuni e delle Unioni. Dunque serve un supporto. I rilevatori del censimento dell’agricoltura possono vedere aggiunti tra i loro compiti il supporto ai Comuni nel mappare cosa è incolto, abbandonato, oltre che le particelle silenti”.  Questi terreni – secondo quanto previsto dalla legge – una volta censiti possono essere assegnati a favore di imprenditori agricoli e delle A ssociazioni fondiarie legalmente costituite, una ventina oggi in Piemonte, prima Regione in Italia ad aver legiferato in materia già due anni fa.

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