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Il sistema della "coabitazione commerciale" sarà applicabile solo ai locali commerciali fino a 250 metri quadri.

Addio serrande abbassate per crisi: più negozi in uno e meno spese con il coworking

di ilTorinese pubblicato lunedì 26 ottobre 2015

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saldi1platti lavoriPrima della delibera che verrà approvata in questi giorni, due negozi non potevano coesistere nello stesso locale in quanto considerati supermercato.  Ora per i quasi 18 mila i locali sotto i 250 metri potrebbero aprirsi nuove prospettive

 

Il caro affitti che ha desertificato buona parte della zona di piazza Cln, dove negozi storici hanno chiuso la serranda perché non potevano più permettersi di pagare cifre salatissime, potrebbe trovare una soluzione. Ora, grazie ad una delibera comunale, infatti, più commercianti potranno “coabitare” in un unico negozio. Prima di oggi, sotto la Mole, ad ogni numero civico poteva corrispondere una sola partita Iva. L’assessore al Commercio Domenico Mangone ha voluto dare una svolta.  

 

«Diamo la possibilità di far nascere dei coworking aziendali tra imprenditori – dichiara Mangone alla Stampa – per far sì che chi dispone di spazi in esubero accolga altri colleghi dentro il suo negozio. E per consentire al nuovo imprenditore di avviare un’attività senza accollarsi grandi costi”. Il sistema del coworking sarà applicabile solo ai locali commerciali fino a 250 metri quadri. Oltre tale soglia entrano in vigore vincoli commerciali che riguardano garanzie da offrire al Comune. Comunque potrebbe già essere un sollievo per i negozianti in difficoltà, potersi accordare con altri colleghi sulla divisione degli spazi e delle spese. Basta ovviamente rispettare tutte le regole amministrative, e soprattutto le norme igienico – sanitarie in caso di attività commerciale alimentare.Già fanno tendenza locali che ospitano caffè, gastronomia e panetteria: da domani potremmo vedere insieme anche altre categorie commerciali.

 

Prima della delibera che verrà approvata in questi giorni, due negozi non potevano coesistere nello stesso locale in quanto  considerati supermercato.  Ora per i quasi 18 mila i locali sotto i 250 metri potrebbero aprirsi nuove prospettive.  

 

(Foto: il Torinese)