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"Non è compito di un Sindaco - risponde la prima cittadina attraverso una nota - commentare l'operato della magistratura"

Addio al veleno per Fassino. Appendino alle prese con le polemiche dopo l’arresto dei No Tav

di ilTorinese pubblicato martedì 21 giugno 2016

fassino appendino 3Qualche sassolino dalle scarpe l’ex sindaco Fassino se lo leva, parlando con i giornalisti prima di fare le valigie (anche se resterà consigliere a Palazzo Civico, seppur non come capogruppo Pd, per lasciare spazio ad altri): “Il sindaco Appendino dovrà darsi un programma, cambiando quello con cui ha vinto le elezioni, che non era un programma di governo ma di opposizione. Con i no si fa opposizione e non si governa la città. Mi pare ci sia tanta strada da fare per essere capaci di fare il sindaco. Io continuerò ad avere la mia cultura di governo, loro se la devono fare.” Poi il tema nomine, sul presidente della Compagnia di Sanpaolo: “Mi piacerebbe sapere se Profumo non ha i titoli per ricoprire quell’incarico o se invece bisognerebbe cambiarlo solo perché è stato nominato da Fassino. Va detto che se quella nomina non fosse stata fatta il Comune avrebbe perso la possibilità di avere un suo rappresentante”. Infine una frecciata anche al nuovo staff della neosindaca: “Sarebbe utile che il presunto prossimocomune municipio capo di gabinetto di Appendino smettesse di girare per gli uffici con elenchi di dirigenti da promuovere a da estromettere”. Prime polemiche anche per la sindachessa, dopo gli arresti dei no Tav in relazione all’assalto al cantiere di Chiomonte dello scorso anno. La Lega e altri chiedono ad Appendino che ne pensa, e cosa pensa della decisione della magistratura di effettuare le misure cautelari, visto che il suo movimento è contrario alla Torino-Lione. “Non è compito di un Sindaco – risponde la prima cittadina attraverso una nota – commentare l’operato della magistratura, che, com’è noto, è un organo indipendente. C’è un clima evidente di tensione dovuto alla mancanza di risposte politiche che noi speriamo di potere colmare, riportando al centro del dibattito le legittime ragioni del no all’opera”