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Abbattiamo l’idolo del falso realismo. Uniamo le forze, costruiamo il cambiamento

di ilTorinese pubblicato lunedì 26 giugno 2017

FESTA IN ROSSO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA Torino
DAL 29 GIUGNO AL 9 LUGLIO
PRESSO IL CIRCOLO ARCI “ANATRA ZOPPA”
VIA COURMAYEUR 5 – Torino
TUTTE LE SERE DALLE ORE 19

Abbattiamo l’idolo del falso realismo. Uniamo le forze, costruiamo il cambiamento

Che tipo di società può mai essere quella in cui, secondo il rapporto Oxfam: otto uomini, da soli, possiedono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone al mondo? Una siffatta società è una delle più paradossali che la storia umana abbia mai conosciuto: una ricchezza straripante nelle mani di pochi e, come altra faccia della medaglia, una devastazione dell’esistenza per un’immensa quantità di persone fatta di diffusione della povertà, sradicamento di massa, nuove forme di discriminazione e schiavitù, distruzione dei processi democratici, costruzione di muri di separazione, repressione, violenza, uso generalizzato della forza da parte dei paesi occidentali. Tutto ciò avviene non più solo nelle periferie arretrate ma nei centri avanzati, nel cuore dell’Europa stessa, sempre più divisa dalle ineguaglianze, dalla xenofobia, dai nazionalismi.

Dobbiamo prestare molta attenzione all’operazione di depistaggio che sta venendo avanti. La politica dei confini fortificati, dei muri, dei fili spinati, dei respingimenti – una politica scellerata destinata a mietere migliaia di vite umane – vorrebbe far credere che l’origine della crisi sia l’esplosione dell’immigrazione, non delle disuguaglianze, non delle misure di austerità che tolgono reddito, servizi sociali, occupazione, sicurezza nel lavoro, dignità a milioni di persone. Una politica ispirata alla logica di una guerra di classe, dei ricchi contro i poveri. Contro questa politica è giusto ribellarsi unendo le forze su una chiara linea antiliberista e di attuazione della Costituzione nata dalla lotta di Liberazione: lavoro contro sfruttamento, eguaglianza contro disuguaglianza, pace contro guerra, democrazia e antifascismo contro le nuove forme del comando oligarchico.

Scriveva Gramsci: “uno degli idoli più comuni è quello di credere che tutto ciò che esiste è naturale esista”. Dobbiamo buttare a gambe all’aria tutti quegli idoli e discorsi che cercano di convincerci della nostra impotenza, i discorsi che parlano solo di crisi ma non della possibilità di liberarsene, discorsi che sono in ritardo rispetto a una realtà in ebollizione, discorsi che non agiscono le possibilità di costruire il cambiamento. Per questo abbiamo titolato la nostra festa con un vecchio motto: “Su la testa! Cambiare si può” Sta a ognuno e ognuna di noi consentire che un nuovo senso del possibile e del cambiamento si faccia strada.

Ezio Locatelli
segretario provinciale Prc Torino