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per celebrare il Global Goals 14 sui mari

A Torino una “balena di rifiuti”

di ilTorinese pubblicato lunedì 22 ottobre 2018

Progetto TOward 2030. What Are You Doing?

 17 Street Artists per 17 Global Goals da raggiungere entro il 2030. Un passo netto contro l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, da un punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Questa l’idea di Lavazza e del Comune di Torino di promuovere congiuntamente un percorso artistico di diffusione dei messaggi rappresentati dai 17 Global Goals delle Nazioni Unite attraverso 17 street artist.  All’associazione Il Cerchio e le Gocce è toccato il Goal 14 – Life below water che ha affidato a Mrfijodor lo sviluppo di un lavoro con focus sul mare e le sue creature. Il Goal 14 ha tra i tanti obiettivi quello della prevenzione e riduzione in modo significativo dell’inquinamento marino di tutti i tipi. Su 63 ecosistemi marini presi in esame dall’Onu, il 16% risulta a rischio o seriamente a rischio per l’eutrofizzazione costiera.  Da qui l’artista, imperiese di nascita e torinese di adozione ha pensato di incrociare in una narrazione immediata e tagliente il goals 14  e la sua storia, il richiamo ad una precisa responsabilità sociale e l’evocazione della sua personale biografica di ligure amante del mare e di imperiese proprio come quel Maurizio Giulio Natta di Imperia, che nel 1963 ricevette il Premio Nobel per i suoi studi sui materiali plastici sintetici. Il mare e la plastica sono nel suo DNA. L’artista scrive: Ho interpretato la tematica del Goal 14 – Life Below Water – ponendo come protagonista una balena, il più grande mammifero marino ma anche uno dei più vulnerabili. E’ lei per me a rappresentare la fragilità dell’ecosistema marino e a farsi portavoce dello sfruttamento distratto e miope degli uomini. Anche La sua collocazione è tuttaltro che casuale.Il muro si trova in via Cardinal Cagliero, ovvero tra la zona del Balon e il mercato di Porta Palazzo in piazza Della Repubblica. Si dice che “Se Torino avesse il mare, il porto sarebbe proprio qui a Porta Palazzo”.  Il porto inteso come movimento, interazione, ma anche qualcosa che resta segreto e indecifrabile in noi come amava pensare Ungaretti. Life below water vuole essere una denuncia, una sintesi personale e allo stesso tempo un enorme cerchio di speranza per la vita e per l’affermazione della sua diversità.

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