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Nella storia e soprattutto nella vita di Corte era un passatempo salottiero

A Torino, la Merenda Reale e non solo

di ilTorinese pubblicato venerdì 19 maggio 2017

La merenda è un pasto leggero e veloce, uno spuntino che molto spesso si fa al volo in pochi minuti magari in piedi tra una attività e l’altra, o se siamo più fortunati seduti in posizione di relax.

 

Questa parentesi, questo tempo rubato ai nostri impegni è un momento importante, essenziale, che ci riporta fantasticamente alla nostra infanzia, che ci dedichiamo con gioia, una pausa di pura meditazione.

A Torino la merenda è puro godimento, tradizione, imbarazzo della scelta.

 

Nella storia e soprattutto nella vita di Corte la merenda era un passatempo salottiero, una liturgia raffinata e golosa dove la tazza di cioccolata calda accompagnata da biscotti meravigliosi di ogni tipo, savoiardi, amaretti, baci di dama, era una cerimonia preziosa e insostituibile. Torino, la “capitale del gusto” ci regala momenti indimenticabili con il Bicerin, a base di caffè, le Bignole, i Krumiri, il Cri Cri, i Gianduiotti, delicati e famosissimi.

 

Esiste un vero e proprio tour della Merenda Reale del 1700 e 1800 organizzato in posti rinomati come il Caffè Madama, il Caffè Reale, il Castello di Rivoli o Pepino ( www.turismotorino.org) , ma a Torino esistono molti altri bar e pasticcerie dove si può gustare una squisita merenda, posti meravigliosi con generosissime esposizioni di dolci, profumi che rapiscono, atmosfera calda e rilassante. La maggior parte di questi posti propongono prodotti fatti in casa e si trovano per tutta la città, la Ricreazione a Via XX Settembre, il Bardotto a Via Mazzini, Platti a Corso Vittorio Emanuele, Gerla al quartiere Crocetta.

 

L’ideale è portarsi un libro o fare quattro chiacchiere con gli amici, fermarsi, indugiare per far durare il più a lungo possibile questo intermezzo, magari con un sottofondo di musica jazz o classica, godendosi gli scorci di questa splendida città e sublimando un momento di piacere unico.

 

Non è vero, come diceva Nanni Moretti in Palombella Rossa, che “le merendine di quando ero piccolo non torneranno mai più”, ce ne aspettano molte e deliziose.

 

Maria La Barbera