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tra le otto maggiori città italiane per popolazione la nostra è quella con il tasso di crescita più alto nella vendita e nell'acquisto di appartamenti

A Torino i prezzi delle case scendono del 3,2%

di ilTorinese pubblicato domenica 16 aprile 2017

E’ stato presentato nei giorni scorsi l’Osservatorio Immobiliare Fiaip Torino alla presenza del Presidente Nazionale Paolo Righi.  Prosegue nel 2016 il calo dei prezzi delle abitazioni in Torino, come la tendenza degli ultimi anni. L’allettante valore degli immobili unito ai tassi d’interesse dei mutui decisamente vantaggiosi, rendono Torino tra le otto maggiori città italiane per popolazione quella con il tasso di crescita più alto del numero di compravendite. Lo rileva l’Osservatorio Immobiliare 2016, condotto dagli agenti immobiliari aderenti a Fiaip Torino, secondo il quale, la diminuzione dei prezzi nel capoluogo rispetto al 2015 nel mercato residenziale è stata in media del 3,2%.

Le zone dove si registrano le maggiori perdite di valore tra il 9 e il 14%, sono quelle periferiche come Falchera, Barriera di Milano, Lucento e Vallette, alle quali si aggiungono le più centrali Aurora e Lingotto, dove le problematiche sociali legate all’immigrazione hanno pesato notevolmente sulle quotazioni. Ancora molti i quartieri dove i prezzi continuano a calare, come Borgo Vittoria -8%, Parella -7%, Santa Rita che continua la discesa a -4,1%, la collinare Cavoretto -3,9% o la centrale Piazza Statuto -4% ancora influenzata dalla fine dei lavori pubblici. Si assestano dopo le pesanti perdite degli anni precedenti, le due zone di Mirafiori con un decremento dell’1% e San Donato con un +0,9%. Stabili i prezzi di Crocetta, Sassi, Vanchiglia e i dintorni di Piazza San Carlo comprese fra il -1% e il +1%. Tra le zone dove il segno positivo è più deciso, troviamo San Paolo e Cit Turin che si conferma per il terzo anno consecutivo la più richiesta, incrementando i suoi prezzi del 2,8%.

La tendenza al ribasso del capoluogo si riscontra anche nei principali comuni della provincia di Torino, dove in media il valore degli immobili ha perso il 5,7% nell’ultimo anno.

Sono Carmagnola, Pecetto Torinese e Rivalta i comuni che perdono anche il 15%. Ancora in discesa i prezzi di Nichelino -7,8%, Alpignano -5,9% e Moncalieri -5,6% mentre, assistiamo ad una stabilizzazione dei prezzi nei comuni di Chieri, Venaria Reale, Pianezza e Pinerolo tra il più e meno uno per cento. Il mercato residenziale fatto principalmente di seconde case dell’Alta Val Susa e Val Chisone, continua a risentire maggiormente della crisi immobiliare, infatti, nel 2016 gli appartamenti in montagna hanno perso mediamente il 6,5%, mentre le unità immobiliari indipendenti sono scese dell’8% dovuta all’alta tassazione ed ai costi di gestione sempre più cari. Come per il mercato residenziale anche per i box e posti auto si riducono i prezzi, ma con cali più lievi rispetto agli anni precedenti. Se nel 2014 i box perdevano il 13% e nel 2015 il calo era dell’11%, nell’ultimo anno il valore medio in Torino è stato del -4%, sono infatti molte le zone ad aver stabilizzato il prezzo. Si conferma, anche per il 2016, una discesa del prezzo al metro quadro dei negozi torinesi del 3%, esattamente come il 2015. Gli acquisti continuano a concentrarsi sulle vie di maggior passaggio rispetto a posizioni secondarie. Il prezzo degli uffici riduce di quasi due terzi le perdite, passando dal -11% nel 2015 al -4% dell’anno preso in esame, ma il mercato del terziario sta profondamente cambiando, per la razionalizzazione degli spazi delle grosse società e per la nuova offerta portata dalle strutture in condivisione. Infine, nel settore industriale le scarse rilevazioni portano ad una perdita di valore in media del 19%.Nelle previsioni sul fronte dei prezzi, la netta maggioranza degli agenti immobiliari torinesi crede per il 2017 ad una generale stabilizzazione dei valori, ma con ancora probabili riduzioni nell’ordine del 3%. Per il 2017, ben i due terzi degli agenti immobiliari di Fiaip prevedono che il mercato immobiliare di Torino e provincia sarà pressoché stabile o in lieve miglioramento, confermando il sentimento neutrale/ottimistico già rilevato lo scorso anno. Il cauto ottimismo portato dall’alto numero di compravendite, non convince fino in fondo gli intermediari immobiliari, perché all’orizzonte continuano a prospettarsi l’aumento della tassazione o la maldestra riforma del catasto, che andrebbero ulteriormente a deprimere un mercato immobiliare in cerca di riscatto.