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Ulisse si salvò chiamandosi Nessuno

A colui che si vestì di “padre, figlio e spirito tanto” 

di ilTorinese pubblicato mercoledì 10 maggio 2017

Le poesie di Alessia Savoini

 

Al cospetto del re

Un dio sussurrò

Che in guerra ci va solo

Chi non ha sentito il rumore dei propri passi.

Languido e disinvolto

Spostò i capelli in altro modo

Chi tra la folla s’ accorse di non essere sordo.

Cominciò a vedere laddove un cieco sa guardare,

fece un passo

né percepì il suono

il mondo gli piombò sui piedi

rinacque.

 

Lascia traccia il passo sulla terra,

Fertile di momenti e di racconti,

mentre in acqua affonda

Rilasciandone solo il rumore.

 

Involucro di eternità

Confezionato in un corpo

Costruito sul tempo

Statico

Poiché unico.

 

Mediocre non volle essere più

Al cospetto del suo dio

Impregnato di bellezza

Nelle cose.

Barcolla nel sudore della sua pelle

La fine di un incontro

E il mondo gli ripiombò sui suoi piedi

Poiché

 invece di sentire lo spazio

 percepì il vuoto.

Fintanto ch’egli s’ accorse

Ascoltando i passi altrui allontanarsi

E al non più udirli

Dei suoi

Far rumore.