Home » Cosa succede in città » La rubrica della domenica
SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 13 gennaio 2019

Il referendum propositivo – L’anno soldatiano – Vittorio Prunas Tola

 

 

 

Il referendum propositivo
Il referendum popolare propositivo che si aggiungerebbe a quello abrogativo previsto dalla Costituzione potrebbe di per sè essere un arricchimento della democrazia. L’esempio svizzero ,pur in un contesto politico molto diverso da quello italiano,lo sta a dimostrare . Ma un referendum propositivo senza quorum ,come vogliono i grillini, o con un quorum basso, e’ un vistoso pericolo per la democrazia liberale,fondata sulla rappresentanza. Un referendum di questo tipo darebbe la possibilità ad una minoranza organizzata di legiferare ,a prescindere dalla maggioranza. E finirebbe di svuotare il ruolo del Parlamento dove governa una maggioranza e le minoranze controllano e criticano,ma non legiferano. E’ un gravissimo pericolo che darebbe ragione a Casaleggio il quale sostiene che i parlamenti non saranno più indispensabili,bastando la rete. Tutti i sinceri democratici di ogni orientamento politico devono mobilitarsi contro un’ipotesi nefasta che potrebbe prefigurare l’anticamera di una dittatura a parole fondata sui plebisciti,ma in realtà imposta da una minoranza combattiva e coesa. Non dimentichiamo che, in tutt’altro contesto, Mussolini inizio’ la sua vicenda politica con poco più di trenta parlamentari.

.

L’anno soldatiano


Mario Soldati morì vent’anni fa e già sono notevoli le iniziative in cantiere per onorare lo scrittore e regista torinese che sentì l’America come il “primo amore”. Torino che fu la sua città natale a cui Soldati rimase sempre legato,dovrà saper promuovere iniziative anche ufficiali perché lo scrittore era cittadino onorario di Torino. La sua poliedrica figura verrà’ ricordata a Roma dall’associazione Piemontesi a Roma di Enrico Morbelli .Poi seguiranno tanti altri eventi.

 

.

Vittorio Prunas Tola
Di nobile famiglia sarda,era nato a Torino nel 1893 e mori il 14 gennaio 1969, cinquant’anni fa.
Laureato in legge era stato eroico ufficiale di Artiglieria nella Grande Guerra ,meritando una medaglia d’argento al valor militare. Sulla Grande Guerra scrisse un libro “Le divisioni della Carnia di fronte all’invasore” in cui racconta le vicende belliche che lo portarono alla prigionia In Ungheria e a Mathausen da cui riuscì ad evadere e a raggiungere l’Italia per riprendere a combattere. Fu diplomatico e consigliere di prefettura,cavaliere di gran Croce della Corona d’Italia e grande ufficiale Mauriziano,cavaliere della Legion d’onore. Partecipo ‘ insieme ai figli Severino e Carlo Alberto alla Resistenza monarchica,quella che combatteva con spirito risorgimentale per fedeltà al giuramento prestato al Re. Fece del Castello di Marchierù a Villafranca Sabauda il centro più vivo della lotta patriottica contro l’occupante nazifascista. Fu uno strenuo sostenitore della Monarchia nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946 sul quale insieme allo storico Nicolò Rodolico scrisse l’ancor oggi citato “Libro Azzurro sul referendum” pubblicato dalla casa editrice Superga di Enzo Fedeli nel 1953. Ho conosciuto Vittorio Prunas Tola e l’ho frequentato in tutti gli anni della mia prima giovinezza al Gruppo d’Unione “Camillo Cavour”di cui fu il più autorevole esponente e il principale fondatore insieme a Metello Rossi di Montelera. Era un uomo che ebbe una vita esemplare all’insegna della coerenza e della fedeltà agli ideali del Risorgimento rivissuti in una dimensione profondamente cristiana. Fu l’ultimo cattolico liberale piemontese autorevole. Tra i fondatori dell’UMI nel 1944 ,fu vicesegretario generale e poi vicepresidente nazionale. Tra i monarchici torinesi,insieme ad Enzo Fedeli, fu tra i pochissimi di alto livello. Intellettuale,un uomo coltissimo e aperto,tollerante e fermo allo stesso tempo. Averlo frequentato per me giovanissimo fu un grande arricchimento anche umano. A volte di fronte alle distorsioni faziose della storia ricordo la frase con la quale denunciava il non rispetto per la verità storica,parlando di “meditati silenzi e studiati oblii”. Il Re Umberto II lo considerò , insieme al ministro Falcone Lucifero,uno dei più stretti e fidati collaboratori.Lo volle anche segretario per gli Ordini Cavallereschi. Conservo alcune sue lettere e biglietti datati Villafranca Sabauda a cui venne cambiato il nome in Villafranca Piemonte in base a quel conformismo contro cui Prunas ha combattuto tante battaglie. Fu il nobile cavaliere di un purissimo ideale,un uomo dalla schiena diritta,ma anche capace di capire chi non la pensasse come lui.Fu l’esponente di quella nobiltà sarda erede di chi accolse Vittorio Emanuele I in esilio in Sardegna durante il periodo napoleonico,rimanendo fedele alla Dinastia anche e soprattutto nei momenti difficili e bui. Prunas Tola senti ‘ l’eredità dei suoi avi nei confronti del Re esule a Cascais. Il Re ,quando incontrava gli Italiani in Costa Azzurra,non a caso, voleva sempre Prunas al suo fianco. E i nipoti, in particolare Paola Prunas Tola, cultrice delle tradizioni famigliari ed apprezzata scrittrice,proseguono sulla via tracciata dal Nonno che sarebbe sicuramente molto orgoglioso di loro, come lo fu del figlio Severino ,del figlio Carlo Alberto, indimenticato e straordinario sacerdote , e del figlio Enrico.Una grande famiglia del vecchio Regno di Sardegna diventato Regno d’Italia. Ricordo la commozione di Vittorio quando ascoltava il vecchio Inno Sardo : Conservet Deus su Re,su Regnu sardu” . In lui vibrava la storia nella sua forma più alta di testimonianza civile, quella che rese grande l’Italia.

Lettere   scrivere a quaglieni@gmail.com

.

La notte dei licei

Ho letto della notte nazionale dei licei classici, di per se’ una bella iniziativa .Mi ha colpito negativamente l’estrema politicizzazione del liceo d’Azeglio che farà parlare il deputato Pd Andrea Giorgis e il liceo Umberto I che parla di migranti. Dovrebbero parlare di cultura classica, di umanesimo, non di politica corrente.        Gesuino Mureddu

.
La notte dei licei classici e ‘ una bella iniziativa ,poi ciascun liceo la declina come crede.
Certo far parlare esponenti di partito e ‘ un errore. Ma al d’Azeglio fanno anche parlare un anziano preside da tempo in pensione …La politicizzazione della scuola e’ un cancro che la distrugge.

 

Leggi qui le altre news: ULTIME NOTIZIE