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Caleidoscopio rock USA anni 60

Tra Yale, UConn e le feste studentesche

di ilTorinese pubblicato sabato 17 novembre 2018

Quando si dice “Delta Kappa Epsilon”, “Phi Gamma Delta” o “Alpha Xi Delta” si parla di università americane e college, in particolar modo di fraternities e sororities (confraternite e sorellanze), organizzazioni di studenti o studentesse concepite in origine per lo sviluppo intellettuale, fisico e sociale degli appartenenti, con proprie “missions”, principi e regole interne; col passare degli anni hanno anche assunto fama negativa, dal momento che sono andati crescendo le forme umilianti di iniziazione ed il tasso alcolico delle loro feste. I fraternity parties, fin dai decenni passati, erano un contesto parecchio ambìto da chi si occupava di animazione, in primis dai gruppi musicali.

Negli anni Sessanta l’ondata post-British Invasion raggiunse università e colleges, dove la spinta anticonformista e ribelle trovò ben presto terreno fertile e seguaci convinti; sui fraternity parties si concentrava con forza l’attenzione di parecchi gruppi garage rock, che non di rado facevano letteralmente a gara per accaparrarsi l’animazione di questa o quella festa universitaria, soprattutto se il college era famoso e se erano possibili “agganci strategici” nel mondo musicale. In Connecticut il panorama era invitante tra Yale, Trinity College, University of Connecticut (Uconn) e Wesleyan University e la concorrenza musicale era agguerrita. Nella mischia si gettarono nel 1967 anche i Marble Collection (Charles Byrd, V; Lenny Eldridge, V, chit; Bruce Webb, b; Jimmy White, batt; Dave Coviello, org), formatisi nell’area tra Shelton ed Ansonia, sotto l’ala del manager Johnny Parris, proprietario dell’agenzia Act One Entertainments. La band godeva di grande affiatamento (che affondava le radici nei gusti musicali dei componenti, dai Beatles ai Doors) e capacità nelle esibizioni live, anche in venues affollate e rumorose; tanto che i Marble Collection ebbero occasione a più riprese di animare vari high school proms, ma anche molte feste universitarie e fraternity parties tra Yale (New Haven), UConn (Mansfield), Hartford, Middletown, New Britain. Le esibizioni spaziavano anche sul versante dei clubs (tra cui The Hullabaloos ad Ansonia e The Electric Grape a Milford) e oltre il confine del Connecticut, a nord fino a Springfield (Massachusetts) e ad ovest fino a Poughkeepsie e Kingston (New York). Il buon successo aprì le porte degli studi di registrazione e nel 1968 uscì il primo 45 giri: “(What’s So Good About) Love In Spring” [D. Coviello – L. Eldridge] (C-143; side B: “Glad You’re Mine”), inciso negli studi East Coast Sounds di New London, prodotto da Johnny Parris e Martin Markiewicz con etichetta Cotique. Con il primo single come trampolino di lancio i Marble Collection ebbero l’opportunità di comparire a The Brad Davis Show ad Hartford e di fare da opening band anche a nomi quali Sly & The Family Stone, The Cowsills, Rare Earth e Steppenwolf (a New Haven). Nel 1969 venne inciso il secondo 45 giri: “Friend Like You” [D. Coviello – L. Eldridge] (CO 2995; side B: “Big Girl”), inciso presso i Poison Ring Studios di Wallingford, prodotto da Johnny Parris con etichetta propria Marble Disc records.L’anno seguente furono registrate altre due tracce, “Lovin’ Eyes” e “The Man”, mai pubblicate; presto però la spinta creativa della band venne meno, così come la capacità di tenere il passo ad un’evoluzione globale del sound che si stava allontanando di molto dagli anni della “fiammata garage”. Dal 1970 il gusto musicale generale era ormai trasformato verso nuovi orizzonti e progressive rock e hard rock crescevano in importanza in modo irreversibile; fu così che entro l’autunno 1971 l’esperienza dei Marble Collection si chiuse definitivamente.

 

Gian Marchisio

 

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