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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 19 agosto 2018
Ferragosto tragico – Il ritorno al servizio militare obbligatorio
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Ferragosto tragico 
Il crollo del viadotto dell’autostrada a Genova ha suscitato sconcerto e dolore per le vittime innocenti di questa catastrofe che ha reso tragico il Ferragosto. In Liguria tutte le feste previste sono state cancellate.E sono divampate polemiche che a, cadaveri ancora caldi, si sono rivelate strumentali. Il presidente Conte travestito da Bertolaso con la maglietta della Protezione civile, si è rivelato penoso, i ministri Salvini e Toninelli che alcuni hanno definito simili a degli avvoltoi, inadeguati, anche se applauditi ai funerali delle vittime. I giornali che non avevano mai informato dei pericoli relativi al ponte Morandi, hanno riempito le loro pagine di servizi spesso arraffazzonati in un clima ormai di chiusura ferragostana . Anche i giornalisti silenti sono responsabili di quanto e’ accaduto.Ma al di là delle emozioni forti che abbiamo vissuto in molti, si impone una seria riflessione. E’ crollata una struttura vecchia più di 50 anni e c’è da domandarsi se sia stata fatta seriamente una manutenzione preventiva, pur a fronte di tariffe autostradali esose. E c’è da domandarsi se le autostrade italiane , in primis quella ligure, siano sicure. Questo è il vero problema. Andranno individuate delle responsabilità, senza i soliti clamori giacobini che ,di norma, si alzano in queste situazioni drammatiche: invocare le cosiddette” pene esemplari” e’ un luogo comune che offende la giustizia e umilia l’intelligenza dei cittadini trattati come sudditi. Ho letto con fastidio le solite dichiarazioni dei politici che hanno approfittato anche di una tragedia per la loro comparsata in tv e sui social. Forse non si rendono conto della loro inutilità . Graziano Del Rio, invece di digiunare per lo ius soli, avrebbe dovuto fare il ministro delle infrastrutture e non rimanere sordo alle due interrogazioni sui pericoli insisti nel ponte presentate da un parlamentare genovese che forse non doveva fermarsi alle interrogazioni a risposta scritta, ma muoversi in altri modi. I 5 Stelle dovrebbero riflettere su quanto hanno scritto circa il ponte che sarebbe rimasto in piedi per altri cent’anni, nella loro stupida foga di combattere la grande opera che avrebbe alleggerito il traffico sul ponte crollato.  C’è da domandarsi l’affidabilità di una classe politica contraria alle grandi opere non considerate necessarie, ma anche sui politici che non hanno mosso un dito per scongiurare la sciagura. Per non parlare dei tecnici preposti che hanno l’unica scusante di essere stati intralciati dai politici. La tragedia di Genova dimostra in modo inequivocabile che si deve investire sulle grandi infrastrutture, senza le quali questo paese è destinato alla marginalizzazione internazionale. Anzi l’Italia e’ già fuori dall’Europa da tempo per quanto riguarda le infrastrutture e tanto altro. Vadano ad imparare come si costruisce negli Emirati Arabi, ad esempio. Non è neppure calcolabile il tempo necessario per ripristinare la percorribilità dell’autostrada che rivelava già da molti anni inadeguata perché sovraccarica di traffico, in quanto usata dai genovesi come una sorta di tangenziale. Il crollo e’ il frutto della demagogia e dell’incuria. Questo crollo in un paese civile dovrebbe generare una vera e propria rivoluzione, almeno delle coscienze. I cittadini non ne possono più di situazioni da terzo mondo, anzi, come diceva Alberto Ronchey, da quarto mondo in via di sottosviluppo.
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Il ritorno al servizio militare obbligatorio
La proposta del tutto propagandistica del ministro dell’interno – anche formalmente incompetente in materia – relativa al ripristino della leva obbligatoria si rivela velleitaria e non realizzabile. Con le caserme ormai largamente in disuso ed abbandonate avrebbe ,tra l’altro, dei costi spropositati.> Personalmente sono convinto che il servizio militare fosse utile per formare anche dei buoni cittadini. Aver portato le stellette o non averle portate fa la differenza, ma ormai la scelta compiuta di sospendere la leva non si può più rivedere. Lo ha detto chiaramente con argomenti inconfutabili la ministra della Difesa. Le Forze Armate ormai oggi formate da soldati di mestiere e un esercito composto diversamente si rivelerebbe inutile oltre che costosissimo.  Il vero problema è costituito da una scuola che non adempie pienamente ai suoi ruoli educativi e nella quale la parola disciplina e’ diventata una parola quasi sconosciuta .Di fronte ad una scuola non adeguata si pensa al surrogato del servizio militare. Posso capire che le associazioni d’arma destinate all’estinzione per mancanza di nuovi iscritti, caldeggino una proposta non praticabile, ma a loro utilissima per sopravvivere. Certo un po’ di naia non farebbe male ai giovani d’oggi. Ma si porrebbe anche il problema delle pari opportunità al femminile che renderebbe ulteriormente complicato il discorso. C’è stato anche chi ha evocato la premilitare fascista, ma si tratta di sciocchezze perché ci mancherebbe che al clima attuale si aggiungesse anche un po’ di militarismo.
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Lettere scrivere a quaglieni@gmail.com
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Ordine sì, Ordine no 
Il sottosegretario all’editoria Crimi propone l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti. Lei cosa ne pensa?           Italo Virzi 
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Sono d’accordo con lui, e’ un organismo che in uno Stato liberale non dovrebbe esistere e che comunque non riesce neppure più a tutelare i suoi iscritti. Qualche volta si fa vivo, comminando sanzioni disciplinari discutibili. Un suo recente presidente nazionale si dimise ,vista l’impossibilità di una sua autoriforma. Ciò che mi appare un po’ paradossale e’ che un grillino come Crimi si impegni in una battaglia squisitamente liberale . L’Ordine fu un’imposizione del Ventennio fascista,rivisto da una legge del 1963 .Da Einaudi a Pannella tutti i liberali hanno battagliato per sopprimer lo.Einaudi scrisse testualmente : “Albi di giornalisti ? idea da pedanti, da falsi professori, da giornalisti mancati, da gente vogliosa di impedire ad altri di pensare con la propria testa”. Ma forse Crimi non ha mai letto Einaudi…
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I Centri sociali 
La Cassazione ha sentenziato che non si possono sgombrare i centri sociali che da troppo tempo occupano impunemente locali dei Comuni con la tolleranza dei medesimi. Varrà anche per Torino dove i centri sociali la fanno da padrone e sono dei veri covi di violenza ?  
Lucia De Santis 
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La sentenza della Cassazione riguarda un caso specifico , ma certo può costituire un precedente importante per altre situazioni. I centri sociali torinesi nessuno ha mai avuto il coraggio di farli sloggiare. Alcuni di essi sono in ottimi rapporti con l’attuale amministrazione comunale che non prenderà mai provvedimenti nei loro confronti. Sono anche dei covi no Tav e quindi funzionali alla politica grillina. Se un’insegna deborda di qualche centimetro, fioccano subito le multe, ma i centri sociali sono intoccabili. C’è stato persino chi ha sostenuto che è bene che restino in quelle sedi perché così sono meglio controllabili . Il diritto oggi è diventato un che di elastico che si può far convivere con tutte le idee anche le più strampalate .
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