Home » Cosa succede in città » La rubrica della domenica

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 12 agosto 2018

 

Il crollo della lira turca – Il volo su Vienna – I fondi per le periferie – La legge Basaglia e la chiusura del manicomio di Collegno 40 anni dopo

 

 

Il crollo della lira turca
Erdogan ,l’uomo forte della Turchia, viene  economicamente affossato dal raddoppio dei dazi americani. Niente male per un alleato nella Nato che Trump con  assurda miopia considera ormai un peso economico per gli Usa . L’uomo forte turco chiede allora  aiuto all’uomo forte russo contro la politica protezionista americana che non rispetta neppure gli alleati. E Putin non sarà certo insensibile alla richiesta di aiuto. Si determinerà l’ennesimo cortocircuito internazionale. Il crollo della moneta turca ha  avuto gravi ripercussioni sulla moneta europea   e sulle borse ,soprattutto  su quella italiana . Tutto ciò significa che gli uomini forti non sono la soluzione dei problemi ,anzi ,sono mine vaganti molto pericolose  e che i popoli devono risvegliarsi da questo sonno della ragione che provoca mostri in politica ed economia. Le infatuazioni autoritarie devono finire, pena gravissime conseguenze sulla realtà internazionale, sulla vita delle nazioni e sulla vita di ciascuno di noi.

***

Il volo su Vienna 

Il 9 agosto di cent’anni fa Gabriele D’Annunzio fu protagonista del clamoroso e famoso (allora) volo su Vienna su cui lanciò migliaia di volantini tricolori. Fu un volo di oltre mille chilometri, molti dei quali su territorio nemico. La contraerea austriaca non intercettò i velivoli italiani che riuscirono nel loro intento di invadere pacificamente la capitale dell’Impero austro-ungarico di volantini che inneggiavano alla vittoria dell’Intesa ,all’Italia e alla libertà.  Il testo del volantino preparato da D’Annunzio fu considerato poco efficace e di difficile traduzione nella lingua tedesca.Perciò furono anche diffusi volantini con un linguaggio più sobrio ed essenziale, opera del giornalista e scrittore Ugo Ojetti. Per quell’epoca il volo fu anche un prodigio tecnico, considerati gli arerei di allora e la loro scarsa autonomia di carburante. Il volo di D’Annunzio ebbe una larga eco internazionale .I giornali austriaci parlarono dell’evento ,criticando il fatto che lo stormo tricolore non fosse stato intercettato. Il “folle volo” contribuì a risollevare il morale delle truppe italiane. E’ un episodio di un’altra epoca, totalmente scomparsa.Nel centenario della Grande Guerra, merita ricordare quegli uomini che con D’Annunzio rischiarono la vita per l’Italia.Nei libri di testo delle scuole al massimo c’è un piccolo cenno di quell’episodio che ,se da un lato rivela il protagonismo e il coraggio del Vate ,rivela anche la dedizione ad ideali che oggi vengono considerati obsoleti anche nel clima “sovranista” in cui ci tocca vivere. Ma ,come dicevamo la scorsa settimana, il patriottismo non ha nulla da spartire con il sovranismo. Io conservo in casa un volantino di quell’impresa e l’ho mostrato in qualche manifestazione del Centenario in cui ho tenuto conferenze commemorative .Da quello che ho colto, la maggioranza dei presenti non sapeva nulla del volantino dannunziano.

 

***

I fondi per le periferie 

La scure del governo giallo- verde sui fondi per le periferie urbane appare una scelta ingiustificabile. Il differimento di circa 2 miliardi di finanziamenti al 2020 è assurdo. Tutti parlano di degrado delle periferie,un degrado ha favorito elettoralmente i due partiti di governo. La ineffabile sottosegretaria grillina torinese Laura Castelli ha ovviamente difeso il provvedimento . Il fatto che i sindaci delle grandi città lo abbiano criticato è più che comprensibile, come appare del tutto strumentale che i sindaci grillini di Torino e di Roma abbiano minimizzato la scelta del governo amico.Che le periferie siano una priorità è indiscutibile e questo taglio appare uno schiaffo proprio agli elettori che abitano nelle periferie.

 

***

La legge Basaglia e la chiusura del manicomio di Collegno 40 anni dopo 

La chiusura dei manicomi fu senza dubbio nel 1978 un traguardo di civiltà.  C’erano situazioni disumane che andavano eliminate.  La rivista torinese “Solidea “ ha dedicato nel suo ultimo numero ampio spazio al tema. Alla legge Basaglia però non sono seguiti strumenti alternativi concreti atti ad affrontare il grave problema dei malati di mente, problema che la legge non poteva abrogare, come pensavano gli estremisti di “Psichiatria democratica” di cui fu fondatore lo stesso Basaglia . Nel dibattito parlamentare del maggio 1978 Susanna Agnelli, una snob che era distante mille anni luce dall’esperienza della vita reale, esaltò la legge Basaglia, parlando del <<cosiddetto malato di mente>> che ,secondo la parlamentare repubblicana ,doveva diventare <<un malato comune come tutti gli altri>>. Se il PRI, che allora sembrava un partito responsabile fatto di gente preparata, assunse quelle posizioni demagogiche, lascio immaginare cosa dissero in quell’occasione altri parlamentari. Solo il socialista Angelo Trabocchi ebbe il coraggio di dire che si trattava di una scelta politica, ponendo in evidenza già allora <<le gravi difficoltà oggettive>> a cui si sarebbe andati incontro, anche in riferimento ai famigliari degli ammalati . Tra i protagonisti della chiusura dell’Ospedale di Collegno vengono citate persone sicuramente meritevoli, ma quasi del tutto sconosciute, tacendo i nomi di Pier Maria Furlan e di Fiorentino Liffredo che ebbero ruoli decisivi in quella vicenda. Chiudere i manicomi doveva essere un punto di partenza e non di arrivo perché i malati non cessavano di essere tali, chiudendo i manicomi. Fu un’illusione demagogica di cui paghiamo le spese anche oggi, forse più che mai oggi.

***

Lettere scrivere a quaglieni@gmail.com

.

Il protezionismo 

Egregio Professore, 

ho letto la rubrica di domenica scorsa in cui Lei in modo molto chiaro ha delineato i concetti di sovranismo, nazionalismo, liberalismo ecc. Mi stupisco che non abbia anche parlato del protezionismo, un altro aspetto che andrebbe chiarito.                 Luigi Biagi 

                                                                      

Il protezionismo è una ricetta economica sbagliata ,come rivelano  secoli di storia. I dazi che stravolgono il libero mercato sono incompatibili, tra l’altro, con il liberismo economico che gli stessi sostenitori del protezionismo esibiscono. Trump è forse l’esempio più significativo in questo

senso : liberista e protezionista insieme. In generale i dazi impediscono lo sviluppo di una normale dinamica economica e le sanzioni sono un altro aspetto del problema. Magari le finalità delle sanzioni possono in alcuni casi apparire anche nobili, ma esse innescano dei processi di ritorsione che finiscono per danneggiare tutti. In politica, inoltre , delle  intenzioni nobili, quasi sempre bisogna diffidare perché esse esprimono soprattutto interessi economici non dichiarati.

.

Vaccini 

La ministra grillina della Salute Grillo vuole eludere la legge sui vaccini a scuola con una circolare .A me sembra una follia l’obbligatorietà flessibile. Cosa ne pensa ?   Ersilia Branca 

..

In campo sanitario non è concepibile l’autocertificazione . E’ troppo pericoloso ricorrere all’autocertificazione . La ministra vuole dare soddisfazione in qualche modo soddisfazione ai no vax presenti tra i 5 stelle. Ma quando è in gioco la salute pubblica non sono ammesse operazioni politiche. E’ un’esigenza elementare che tutti dovrebbero comprendere. La comunità scientifica e’ unanime contro la circolare dell’ on. Grillo che pure è un medico, ma sicuramente e’ del tutto priva di esperienza di governo.

 

 

Leggi qui le altre news: ULTIME NOTIZIE