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6 giugno – 14 dicembre 2018 – Corridoi del Politecnico Sede Centrale

L’arte di fabbricare

di ilTorinese pubblicato lunedì 4 giugno 2018

Giovanni Curioni e la nascita della Scienza delle costruzioni alla Scuola di applicazione per gli ingegneri di Torino


Inaugurazione 6 giugno 2018 – ore 16.45 Sala Consultazione Biblioteca Centrale di Ingegneria, C.so Duca degli Abruzzi, 24

 

Il 6 giugno 2018 nell’ambito di “Archivissima il Festival degli archivi” verrà inaugurata nei locali della Biblioteca Centrale di Ingegneria del Politecnico di Torino la mostra: L’Arte di fabbricare – Giovanni Curioni e la nascita della Scienza delle costruzioni alla Scuola di applicazione per gli ingegneri di Torino.

La mostra, nata dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica e l’Area Bibliotecaria e Museale del Politecnico di Torino, ha l’obiettivo di valorizzare la “Collezione di modelli di costruzioni”, voluta per scopi didattici da Giovanni Curioni, docente tra il 1865 e il 1887 alla Scuola di applicazione per gli ingegneri confluita poi nel Politecnico di Torino. Giovanni Curioni è considerato il fondatore della disciplina della Scienza delle costruzioni alla Scuola torinese. Si laurea in Ingegneria Idraulica ed Architettura Civile presso l’Università degli Studi di Torino nel 1855 e nel 1866 ottiene la cattedra di Costruzioni civili, idrauliche e stradali presso la Scuola di applicazione per gli ingegneri di Torino.

I modelli esposti in mostra, utilizzati per l’attività didattica, servivano agli allievi per essere studiati, toccati, osservati nei minimi particolari, affinché fossero utili alla progettazione. Della collezione sono giunti a noi circa 150 esemplari in legno, rappresentanti strutture, fondazioni, muri di sostegno, ma anche ponti, gallerie, strade ferrate e modelli di strutture esistenti. La tecnica e la precisione con cui sono eseguiti ne fanno delle piccole opere d’arte. La mostra è arricchita da documenti dell’Archivio Storico del Politecnico e da una ricca bibliografia che riguarda l’opera di Curioni. L’esposizione evidenzia inoltre le radici culturali della materia, trasformatasi in seguito con l’applicazione di nuove teorie fisico-matematiche stimolate anche dalle nuove tecniche costruttive.