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TAMPONARE E SOPRATTUTTO PROGRAMMARE

Rilanciare le fiere a Torino è (anche) compito delle istituzioni

di ilTorinese pubblicato mercoledì 13 luglio 2016

salone 483STORIE DI CITTA’

di Patrizo Tosetto

Non credo che si emetta  un mandato d’arresto con “il cuore leggero”. Non significa che sia un anticipo della possibile condanna. Ma a nostra memoria è la prima volta, sicuramente nella nostra città e forse nel nostro Paese che si inquisiscono e arrestano persone nel settore fieristico. Avvisaglie tosettoche qualcosa non tornasse c’erano già state sulla vicenda del Salone del Libro. Non sappiamo e non vogliamo esprimere giudizi di merito. Siamo preoccupati per quella che ci pare la totale assenza di politiche pubbliche. In altre parole il pericolo che la nostra città perda terreno. Negli uffici di Lingotto Fiere lavorano una trentina di impiegati e funzionari che non possono lavorare. Tutto “inchiodato” dalla Guardia di Finanza per le indagini. Di fatto il loro lavoro produce  un indotto, altro lavoro sempre prezioso, ora ancora di più, preziosissimo, per la nostra città. Evidentemente non vuol dire negare l’importanza delle indagini ma richiederne la velocità, ci sembra una atto dovuto. Poi…i nodi vengono al pettine.  Che cosa è successo? Che le varie iniziative fieristiche, dal Salone del Gusto  al Salone del libro, che funzionavano, non rinnovandosi nell’offerta fieristica hannosalone 12 economicamente cominciato a “zoppicare”. La multinazionale francese che ha rilevato Da Cazzola Gl Events ha evocato a sé le politiche nel settore…ovviamente sbagliando, con la “complicità” e il non intervento della politica. Così si è determinata una situazione di stallo che rischia, ad esempio, il trasferimento del Salone del Libro a Milano. Proprio ciò che non deve avvenire. Chiara Appendino e Sergio Chiamparino devono partire da questo obiettivo. Sono tante le realtà fieristiche. Torino Esposizioni, lo stesso Lingotto Fiere e l’eredità lasciata in opere nel 2006 olimpionico. Sicuramente ora si tratta di “tamponare”, ma successivamente bisogna programmare. E uno dei compiti delle istituzioni è proprio quello di programmare, come garanti  di sviluppo per la nostra città che ne ha tanto ma tanto  bisogno.