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PER CHIEDERE AL SENATO RAPIDA APPROVAZIONE DEL TESTAMENTO BIOLOGICO

1 MAGGIO: RADICALI IN PIAZZA

di ilTorinese pubblicato sabato 29 aprile 2017

Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni e Associazione radicale Adelaide Aglietta, saranno – come sempre – presenti al corteo del primo maggio. Al tavolo, che verrà allestito in Piazza San Carlo dalle 10 alle 13, sarà possibile sottoscrivere l’appello rivolto ai Senatori della Repubblica per sollecitare una rapida approvazione del testo sul testamento biologico.

Dichiarazione di Silvja Manzi e Igor Boni (Direzione nazionale Radicali Italiani) e Laura Botti (Coordinatrice Associazione radicale Adelaide Aglietta)

Torino è stata la prima città italiana ad approvare una delibera di iniziativa popolare sul testamento biologico, la città che ha fornito il maggior numero di firme in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia (oltre 6.000 tra le quali quella di Umberto Veronesi), la prima città metropolitana ad aver approvato una mozione a sostegno di una legge sul testamento biologico. Proprio da questa città, che ha dimostrato una sensibilità sui temi del fine vita e della libertà di scelta, superiore alla media nazionale, invieremo un pressante appello ai Senatori affinché approvino rapidamente la legge sul testamento biologico. Proprio da Piazza San Carlo, dove durante passate manifestazioni del primo maggio abbiamo raccolto molte centinaia di firme su questi temi chiederemo ai cittadini, ai lavoratori che sfileranno, un ulteriore sforzo di partecipazione. Abbiamo a poca distanza la possibilità di conquistare un passo, piccolo ma significativo, verso l’autodeterminazione.

A chi dice che ‘dove c’è una disgrazia ci sono i Radicali’, rispondiamo: ‘Sì, è vero’. Abbiamo l’ambizione di governare i fenomeni sociali senza ipocrisie e abbiamo il coraggio di guardare in faccia la realtà. La morte è un pezzo della nostra vita, l’ultimo. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia: tutti ci troveremo di fronte a scelte difficili e nessuno può e deve avere voce in capito più di chi si trova dinanzi a quelle scelte“.